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sabato 19 aprile 2014

Avrebbero voluto che vivessi

Avrebbero voluto vederti vivere.

Poco prima della tua morte, dopo aver esortato Pilato ad alzarti davanti a tutti su quella croce, i tuoi nemici cominciarono a chiedersi: "Cos'abbiamo fatto?"
E a chiedere a te: "Perché non ti liberi di quella croce?"
Paura, sgomento e dubbio.
Perché quell'uomo che è stato un ribelle per tutta la sua vita, che ha fatto miracoli, guarito la loro gente, perché non scende da lì e sparisce per sempre?
Ecco che nell'esortazione: "scendi dalla croce" la paura degli uomini si fa concreta.
La loro legge non gli permetterebbe di condannare a morte un loro pari. Hanno piegato la legge, hanno fatto crocifiggere quell'uomo che fino a quel momento, forse, era ancora 'solo un uomo'. Apparentemente hanno vinto.
Ma gli Ebrei non sono tranquilli. Non sono in pace con loro stessi. Nella loro ostinazione hanno fatto vere le parole di uno dei LORO profeti. E ora hanno paura.
Perché ora che è morto, Gesù di Nazaret non è più 'solo un uomo'. Ora, e solo ora, è chiaro a tutti che è il Figlio dell'Uomo.

Ma guardando indietro, come avrebbe potuto essere altrimenti?
Fedeli alla loro antica legge, fedeli  loro stessi, non avrebbero potuto - o voluto - seguire altra strada. Era già tutto finito, prima ancora che cominciasse.
Ed ecco che la loro vittoria gli ha fatto rinnegare la loro stessa legge. L'uomo che si faceva chiamare 'Re', ora è davanti a tutti, effige della loro colpa, sangue versato dalle loro mani. Ha davvero distrutto il Tempio, sconfitto la Legge Antica. È morto.
E come possono ora i carnefici affrontare la sua morte?
Sperano forse che ci sia qualcos'altro?
Forse sì. Perché se lui rimanesse morto, allora sarebbero colpevoli.
Se vivesse, invece... se TORNASSE... ah, allora tutto sarebbe giustificato. Tutto sarebbe parte di un Disegno. Tutto sarebbe come doveva essere. Perché non c'è più un uomo, davanti a loro.
C'è il Cristo.

La discesa agli inferi del Signore

"Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce.
Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: « Sia con tutti il mio Signore ». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: « E con il tuo spirito ». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: "Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta. Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli »."
Da un'antica « Omelia sul Sabato santo ». (PG 43, 439. 451. 462-463)

giovedì 31 ottobre 2013

Doctor Who

C'è bisogno di spiegazioni?
A un certo punto uno, nella vita, fa delle scelte. Tipo: "Tutti parlano di 'sto dannato telefilm. Vabbè, è Sci-Fi, vediamo di che si tratta."
"Male, malissimo", diceva qualcuno.
Aivoglia a dire: "Dai, è carino, ma NON diventerò una fangirl.". Cerchi davvero di convincertene, eh. Anche se poi devi giustificare al tuo ragazzo le due di notte fatte a finire la serie. E ricominciare con quella dopo.
Poi vai a Glasgow e vedi Amy Pond che ti guarda dalla vetrina della Forbidden Planet e pensi: "No, ok. No."
E poi scatti queste foto. 
"Doctor... you're late."
A questo punto serve un summit con i (pochi) neuroni rimasti per capire.
Come mai sto facendo cose da fangirl? Io non sono MAI stata una Fangirl, tranne che per Harry Potter e Orlando Bloom... non ha senso. Oltretutto dai, è troppo chiacchierato per accodarsi alla massa, no?
Esaminiamo le prove. Beh, è una serie tv. E' inglese, tanto per cominciare. Il che è un ottimo inizio.
Ha quell'umorismo che non tutti colgono e una semplicità disarmante. Ci piace. Poi, ovviamente, parla di viaggi nel tempo (tra le altre cose). Ci sono parecchie puntate in stile horror (vai Moff!), come piace a me.
I protagonisti sono sempre piuttosto (totalmente?) egocentrici. Anche questo è un punto a favore.
E poi, sapete com'è. C'è lui che, a prescindere dalle incarnazioni, ti prende per mano e ti trascina in giro per l'universo a salvare mondi e popoli. C'è questo senso di... dovere nei confronti dell'universo. E questo profondo bisogno di distruggere tutto ciò che è 'male'. Non so, mi ci ritrovo una cifra.
E sì, è tutto molto colloquiale perchè non voglio scrivere un articolo tecnico sui pregi e i difetti di questa serie TV.
Il punto è: ne sono rimasta affascinata come raramente mi era successo prima. Ho PIANTO, ve lo giuro, in alcuni momenti critici. E io sono una persona che durante i film piange solo quando qualche animalettopuccioso muore.
Insomma, è stata una novità, in tutti i sensi. La serie in sé è molto semplice, lo stile è quello di 10, ma anche 20 anni fa. Non fa niente. In sé, trovo che la storia sia STRUGGENTE. E mi piace! Mi piace un sacco!
Fanculo a quelli che dicevano: "Perchè dovresti fare il supereroe? Chi se ne frega degli altri?"
A noi frega. A noi frega un sacco degli altri. E dentro il cuoricino vorremmo un po' salvare il mondo, un po' essere famosi nell'intero Universo, un po' lasciarci portare via e tornare ogni tanto a prendere il té.
E penso che più o meno ognuno di noi, a un certo punto della sua vita, abbia pensato a quanto sarebbe triste vedere tutte queste cose e poi... tornare a casa. Già. Perchè noi siamo quelli che dopo sono costretti a tornare a casa, lo sappiamo bene come vanno queste cose.

Il personaggio che mi ha commosso di più? E che mi ha spaventata a morte? Donna. Mai pianto così tanto. Potete immaginare perchè. Mi viene da piangere solo a pensarci, anche adesso. Forse è la cosa peggiore che io riesca a immaginare. E il motivo per cui questa serie mi incanta.
Ecco tutto.
(Non è del tutto vero, ho avuto una brutta crisi anche con Rose.)

Quindi forse è per questo che sono diventata una fangirl. Al punto di meditare seriamente l'acquisto dei dvd su Amazon. E io possiedo solo due dvd, in totale. Al punto di acquistare "The stone Rose" a 1.59£ in una libreria dell'usato a Edimburgo. Al punto di cercare dei portachiavi con il Tardis. Che non ho trovato. Al punto di passare intere nottate a guardare puntata dopo puntata senza addormentarmici davanti.
Ma non fa niente, va bene così. E' una di quelle cose che poi ti lasciano qualcosa a cui pensare quando sei in treno.

Speravate di sentirmi lodare questo o quell'altro attore, eh? O questo o quell'altro companion? No. La verità è che secondo me non c'è un vero e proprio 'migliore'. Né tra i Dottori né tra i Companion. Alla fine avrei una buona parola anche per Rory. E non è che fossi così entusiasta, all'inizio. Ecco, questa è una delle cose belle di questa serie TV. La capacità di cambiare e di essere nuova, diversa e bella allo stesso tempo.
E nonostante mi manchi molto R.T.D. per i temi trattati, le puntate migliori delle prime stagioni, quelle che mi piacevano di più, le scriveva il Moff. Quindi, per quanto mi riguarda, sono a posto!

P.S. Ma voi non avete riso quando avete visto Peter Capaldi in World War Z?

venerdì 12 aprile 2013

Sarà la Primavera alle porte

Dicono che sarà corta. Non so voi come state messi, ma essendo io già a Maggio (in pratica ho messo nella sezione 'preparativi' il mio 25° compleanno, visto che quando riemergerò da Vilegis sarà quasi troppo tardi) mi sembra che la Primavera sia cortissima. E' iniziata ieri e mi vedo già in costume da bagno.
Oggi sono riuscita ad ingannare la mia allergia grazie all'aiuto dello scooter, Siamo passati sotto i Platani a velocità e il polline non è riuscito a battere il casco. 1-0 per me.

La Primavera, comunque, è un inganno della società (edit: o della Natura? Maledetta...). Svantaggia i deboli, sicuramente. Pensateci. Mette sonnolenza (grazie ai primi caldi), porta allergie (nella società moderna tipo al 60% della popolazione), svantaggia chi ha bisogno di dormire.
Sì, perchè uno d'Inverno verso le 17, che fa buio, pensa "Uh, com'è tardi, sbrighiamoci a tornare a casa." Poi si accorge che è tutto falso, che è ancora presto e si mette a preparare la cena. Quindi mangia presto, guarda un film (sempre presto) e va a dormire. E la mattina si sveglia pelo pelo, perchè finchè è buio fa brutto alzarsi.
Invece a Primavera? Alle 19.30 è ancora prestissimo, si finisce per rientrare e mangiare tardi, e la mattina: "Guarda, c'è già il sole, sarà meglio alzarsi!" All'alba, cioè prestissimo. Quindi, in totale, si è più produttivi, certo... ma anche più stanchi. E' una questione di ore di lavoro.

E poi, ovviamente, si perde più tempo. Perchè camminando per strada (sì, io cammino per strada perchè la macchina non ce l'ho) "Uh, guarda che bello quel fiorellino!" oppure "Che bella crescita di Borsa del Pastore, chissà se è questo il periodo balsamico..." e anche "Ok, quest'albero è stupendo: DEVO fare una foto.". Se a voi non succede, per favore, non me lo dite. Mi piace pensare di essere ancora sana di mente.

Tipo: "Uuuuh, quante violette!!!"

Però la Primavera serve anche a rilassarsi. Certo. Come quando sei in giro, con il bel tempo, e pensi "Magari faccio un salto in fumetteria, già che ci sono." E dalla fumetteria: "Potrei passare anche in quell'altro negozio. Tanto è presto." Poi: "Già che ci sono mi allungo a fare la foto per l'articolo.", e ancora: "Ma sì, proviamo a chiedere di là se hanno manichini da buttare, il proprietario lo conosco...".
E si fa tardi. Si fa SEMPRE tardi. Non solo: arrivando da lavoro non sei con le scarpe da ginnastica. E si sa, ci sono i sanpierini. Quindi salutiamo tutti la schiena!

E poi è così bello quando sei in giro con il giacchettino di pelle e i riccioli al vento, mescolandoti alla folla di babbani e facendo i calcoli sui negozi che servono per completare la quest "L'Armatura della Viverna" e ti chiedi che faccia farebbero le persone se potessero leggerti nella mente...
(che già stai immaginando le persone che leggono la mente, ed è tutto dire...).

Godetevi la Primavera, che sarà breve, dicono! (e se il prossimo post sarà a Giugno, non vi spaventate...)

S.

lunedì 2 aprile 2012

Tour de force (Le Vacanze di Pasqua)

La parte interessante di tutto questo è che il periodo citato è quello che comunemente viene chiamato "Le vacanze di Pasqua", che in gergo si chiama "La Settimana Santa" e che per gli amici, negli anni, è diventato il "Tour de force".
Vi chiederete perchè mia madre non si sia scomposta minimamente quando le ho annunciato il rinnovarsi delle tradizioni. "Mamma, faccio il Triduo in Chiesa, quindi da giovedì a domenica non ci vediamo." Uno si aspetta come minimo un commento sulle pulizie di casa, la passeggiata del cane o il cambio di stagione. Invece no.
Questo per darvi un'idea della proporzione delle cose.
Che cosa vuol dire la frase criptica con cui ho convinto la santa mamma a non vedermi (ed esonerarmi dalle pulizie di Pasqua, il che è più grave) per tre giorni di fila?
Dovete sapere che una volta, quando io ero piccola e la mia mamma faceva l'aiuto-catechista (un po' come facevo io due anni fa) c'era una bellissima tradizione in parrocchia. Visto che i genitori lavoravano e i bambini non andavano a scuola, durante le vacanze di Pasqua la parrocchia metteva a disposizione le sale per fare una sorta di mini-oratorio, che ovviamente fungeva da ritiro per Pasqua, con tanto di pane azzimo cotto nel forno delle suore il giovedì e visione di un lungo e tedioso video sulla Sacra Sindone il venerdì (nessuno sa esattamente quanto durasse e cosa dicesse perchè oltre ad essere lo stesso anno dopo anno, era veramente soporifero, e sono convinta che il parroco lo sapesse benissimo. C'è chi usa il nervino, lui aveva il video.
Ora. Dopo qualche anno (considerate che io forse facevo il liceo), quest'anno sono riuscita a riproporre l'esperienza ai miei ragazzi, più come ritiro vero e proprio che come oratorio. Il succo è quello. Preghiere, fare il pane insieme (che alla fine è sempre divertente tirarsi la farina), cantare, giocare e un po' di racconti sulla Bibbia, e vi assicuro che sulla Pasqua ce ne sono di racconti, roba che fa impallidire il fantasy più sfrenato.

A livello tecnico cosa vuol dire? Immaginate di avere in tutto otto giorni, partendo dalla Domenica prima di Pasqua (le Palme), arrivando alla Domenica di Pasqua. Immaginate di avere (forse ancora per poco...) un lavoro part-time che vi permetta di fare tutto, perchè altrimenti non sarebbe stato nemmeno programmabile. Immaginate che, oltre alle celebrazioni cattoliche, la Pasqua comprende cose come la vita, le riunioni di famiglia, il fidanzato etc etc. Ora avete un quadro realistico. Suppongo già sappiate (la dò per conoscenza comune) che la Pasqua comprende parecchie celebrazioni: Domenica delle Palme, il Giovedì Santo, il Venerdì Santo, il Sabato notte e la Domenica mattina, ad esempio. Ora, io sono 'precettata' solo per cantare il Sabato notte, quindi in tutto ciò non sono contate prove per le altre celebrazioni. Le cose si svolgono (solitamente e se tutto va liscio) così.

Le Palme: la celebrazione è piuttosto lineare. Se non fosse una delle due Messe più lunghe dell'anno sarebbe anche piuttosto semplice(il foglio della Messa conta otto pagine fitte fitte di cui quattro di 'Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco' e tu cosa ti ricordi alla fine? "Crocifiggilo! Crocifiggilo!" che la recitazione in chiesa  non è contemplata...). Numero di canti umano, nessuna preghiera particolare o sequenza da memorizzare. Facile. Quali sono i problemi? Primo: la processione. Mentre il Parroco canta per strada con gli alberi di ulivo e tutta la comunità parrocchiale appresso, gli sfortunati coristi che vogliono anche partecipare alla benedizione delle palme e tenere sotto controllo la situazione, sono costretti a 'sprintare' e arrivare in chiesa col fiatone per fare tutto quello che ci si era scordati di fare. Microfoni, sedie per i chitarristi e "Pronti? Pronti? Stanno arrivando e... VIA!". Al che parte "Osanna al figlio di David". Che una volta c'era il comodo "Lauda Jerusalem" in cui soffriva solo il solista, perchè era un salmo. Però erano quarantacinque strofe quindi uno non si annoiava, e si poteva anche fare in due alternati. Invece adesso che il latino è bandito dalle celebrazioni (perlopiù) tocca arrangiarsi con quattro strofe in loop. Che alla seconda ripetizione ti chiedi: ma il parroco... che fine ha fatto? Si è perso nel TARDIS parcheggiato in sagrestia? Impossibile a dirsi. Infatti dopo un po' la folla comincia ad agitarsi, e poi piano piano, ad un orario impossibile, la celebrazione finalmente comincia. E tu ti ricordi che tra poco starai in piedi per 35 minuti, mentre... "Crocifiggilo! Crocifiggilo!" Tutti gli anni. Per questo la chiamano 'Passione'.

Va bene. Tra le Palme e il Giovedì Santo ci sono tre giorni.
Lunedì: "Amore... senti... oggi è l'ultimo giorno che possiamo vederci, poi vengo inghiottita da bzzz...fffrrrr...chhsccc...la casa è entrata in un tunnel".
Martedì ci sono le prove, cioè metà dei cantori provano per il Giovedì-Venerdì e l'altra metà (improvvisata) prova per il Sabato. Fortuna che la nostra parrocchia somiglia a un labirinto di cemento armato e c'è spazio per tutti. Mai giocato a 'trova il parroco che sta cercando te' in un labirinto di cemento armato? Non ha prezzo, davvero. Comunque, peccato che Martedì c'è anche la presentazione della Biblioteca Russa a cui mi ha invitato una cliente... salterò la cena.
Mercoledì le prove quest'anno non le possiamo fare perchè abbiamo l'altro coro, quindi va tutto bene (ancora). Come al solito dopo il lavoro e le lezioni mangerò un panino in macchina e andremo a cantare (roba che non c'entra niente e che servirà solo a confonderci le idee).

Giovedì: Giovedì mattina si comincia alle 10.00 con le Lodi. Poi c'è tempo per fare il pane azzimo tutti insieme grazie alle suore che ci prestano il forno. Quindi canti, giochi, riflessioni sulle ricerche colte di DRod, pranzo e... lavoro, ovviamente. Perchè nessuno di noi tranne gli ospiti di casa ha preso i voti. La celebrazione del Giovedì sera (che è pelo pelo all'orario del trenino, come il Venerdì, d'altronde) è di difficile elaborazione. Bisogna infatti trovare dodici "Volontari" che si prestino al rito della 'lavanda dei piedi'. Bisogna solo avere il coraggio di togliersi le scarpe in pubblico. Infatti nelle due settimane prima, quando ti senti dire: "TU! Sì, ce l'ho con TE! Ci vieni Giovedì?" rispondi di no. Sempre. C'è un sacco di gente straimpegnata il Giovedì sera che poi si libera improvvisamente e alla fine è riuscita a venire 'proprio per un pelo'. Infatti tutti gli anni ci sono dodici persone diverse. Poveri ignari...
La nota positiva della celebrazione è l'attenzione con cui si addobba l'altare e si offrono i doni. "Il pane, le spighe, l'uva... l'uva... ero sicuro di aver riempito la ciotola. Chi si è mangiato l'uva?" E i Chirichetti: "nom, nom, nom..."

Venerdì: rispetto agli altri giorni il Venerdì la gente si fa seria e riflessiva. In realtà sono tutti indeboliti dalla fame, posso assicurarvelo. Venerdì è una giornata strana. Si riflette molto, si sta parecchio in ginocchio e c'è una fila in più rispetto al solito (l'adorazione della Croce). Però, tecnicamente parlando, la celebrazione del Venerdì non è una Messa. Sapete, non c'è la parte che si chiama 'Liturgia Eucaristica', quella in cui il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Cristo. Una volta il Venerdì si cantava solo in latino. Era molto bello. Sembrava che si ritornasse ai tempi delle catacombe, con le luci soffuse e tutto. La giornata è sempre la stessa, partenza alle 10.00, stop a pranzo, per chi pranza, lavoro e liturgia la sera alle 20.00. Poi c'è l'Adorazione Eucaristica. Che potenzialmente è infinita...
In realtà il Venerdì c'è una cosa che si chiama 'i Sepolcri'. E' una tradizione sbagliata ma sentita, che si riferisce alla tomba di Gesù, ma collocandola temporalmente in un lasso di tempo sbagliato. I cosiddetti Sepolcri vengono infatti allestiti il Giovedì sera e visitati il Venerdì mattina. Ovviamente Gesù - in teoria - il Venerdì mattina non è ancora morto. Nel 'Sepolcro' si custodisce infatti l'Eucarestia consacrata il Giovedì sera, che verrà consumata anche il Venerdì (perchè come già detto non si celebra l'Eucarestia). Ma è una bella occasione di preghiera comunque, visto che l'Adorazione Eucaristica diurna è un'occasione più unica che rara. (Di solito l'Adorazione Eucaristica si fa di notte, coi turni... ci siete mai stati nel labirinto di cemento armato alle 5 del mattino prima di andare a scuola? Da brivido...)

Sabato: ecco. Il Sabato a me piace da matti. Innanzitutto c'è il Mentone. Che cos'è il Mentone? Non siete romani, vero? Beh, il Mentone è una sorta di menta dalle foglie grosse e cicciose, un po' pelosette e profumatissime, molto consistenti, che spunta fuori con le piogge di Marzo nei campi molto umidi (tipo in riva al Tevere, vicino alla pista ciclabile). Nella giornata di Sabato bisogna sempre ritagliare un paio d'ore per andare a raccoglierlo. E bisogna farne tre-quattro buste piene. Per farci cosa? Mangiarlo, che altro? Bene. Dopo il Mentone c'è sempre il ritiro. E poi il lavoro. Poi una doccia, che forse c'è un po' di tempo e quindi la sera la Veglia. Appuntamento un'ora prima per fare le prove e assicurarsi che tutto funzioni. Perchè invece la Veglia è LA celebrazione più lunga dell'anno (con le sue NOVE letture e NOVE salmi e DIECI invocazioni e DIECI preghiere facenti parte della Preghiera Universale). Bei numeri? Lo sapete quanti sono i Santi della Chiesa Cattolica? E gli appellativi di Maria Vergine? Bene... la Veglia di Pasqua è un buon modo di farsi un'idea della totalità di quelle cose nonchè di tutte le cose che possono succedere durante una Messa. Perchè si fanno TUTTE. Durante la Veglia viene benedetto il Fuoco, poi l'Acqua, poi c'è la liturgia della Parola (le nove cose di cui sopra), le preghiere (la dieci cose di cui sopra, più Santi e invocazioni varie), quindi la Liturgia Eucaristica, che quella più o meno è sempre la stessa. I bambini di solito si addormentano appena vengono spente le candele (il che viene prima dell'acqua, fate voi). In alcuni casi vengono svegliati di soprassalto quando, nudi, vengono cacciati di sorpresa nell'acqua appena benedetta. Poveri cocchi. Gli adulti ci mettono poco di più a russare, ma lo fanno anche loro. Se tutto ciò non bastasse, avete presente tutti quei fedeli che vanno a Messa solo a Pasqua? Bene, sono tutti lì in fila per prendere la Comunione. E tu devi cantare finchè non hanno finito. Di solito ci sono tre-quattro spartiti pronti all'uso, e nessuna pausa tra un pezzo e l'altro. Sì, davvero. E sono stati tutti adeguatamente scelti e provati. Non è facile.
E sapete cos'è che spaventa? Che la mattina dopo ce n'è un'altra...

Domenica: potrei risparmiarvi l'uovo sodo di nonno (pace all'anima sua) PRIMA della Messa. Potrei anche glissare su quella volta che è cambiata l'ora la Domenica di Pasqua e noi ci stavamo asciugando i capelli quando ci hanno telefonato che stavano cominciando... ma voglio farvi riflettere su una cosa: voi AVETE IDEA di come sia cantare Domenica, Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato... e poi anche Domenica mattina appena svegli??? E fortuna che la notte di Pasqua non tocca scartare i regali e fare le 4.00 a Scala Quaranta! Già così è difficile...

In tutto ciò, i critici sono discordi. Alcuni sostengono che affrontare troppe cose tutte insieme toglie alla Pasqua il suo vero significato e impedisce di fermarsi a riflettere veramente su quello che si sta facendo. Ma ditemi una cosa... onestamente... come pensate le abbia imparate tutte 'ste cose, se non proprio vivendo quei giorni fin all'ultimo secondo? Per me, ora che l'ho vissuta tutte queste volte, la Pasqua ha un senso. Anzi... due. Uno tradizionale e uno tutto mio. Quindi... a tutti voi, buona Pasqua!

(in anticipo, ma è ovvio... credete DAVVERO che avrò tempo di scrivere sul blog? Poveri illusi...)

martedì 3 gennaio 2012

2012 - La fine di Gaia

... non arriverà.
No, dai, sul serio. Bisogna cominciare quest'anno nuovo con l'ansia? Perchè se è così io mi faccio ricoverare dalla neuro e la finiamo qui, eh? Abbiamo passato l'anno Mille, il Bug del Millennio, e adesso, in barba ai Maya, ce ne possiamo anche sbattere delle 'profezie' senza troppo panico, no?
Oh, e allora calmiamoci tutti. "Si, ma è pure un anno bisestile. E c'è la crisi." E Babbo Natale? Non so, magari vogliamo prendercela anche con lui.
Ma no, ma no. Rimaniamo con le speranze in un felice anno nuovo, che se abbandoniamo anche quelle che ci rimane? Un mondo grigetto, vuotino e insapore.Che non ci piace per nulla, vero?
Bravissimi. Adesso mettete su gli occhialini rosa che vi sono arrivati a casa insieme a questo Post e continuate a leggere.
E' vero: la vita è un casino. Ma non si può cominciare l'anno lamentandosi di TUTTO per cercare di giustificare delle disgrazie che POTREBBERO succedere. Carpe Diem, come diceva Robin Williams ai suoi ragazzi! Abbiamo un altro anno davanti, un anno in cui - possibilmente - dare il meglio in tutto e, se ci scappa, dare anche una mano ai nostri vicini di guai. Perchè ci saranno, i guai, non è che sarà tuto rose e fiori. Ma siamo arrivati fin qua con tutti i guai del mondo alle spalle, e adesso possiamo anche affrontare quelli nuovi, no? Siamo più grandi, abbiamo le spalle più forti, è anche ora di prepararsi e sputare in faccia ai Maya - che poi poveretti, secondo me nemmeno c'entrano niente - o in alternativa a Giacobbo.
Quindi, questo post non ha un vero significato se non un augurio di Buon 2012. Non fatevi prendere dall'ansia: ce la potete fare. Sul serio. E se siete preoccupati portate con voi un asciugamano. Fa miracoli.

BUON ANNO!!!

lunedì 19 dicembre 2011

E' Natale (per me)

Siamo al 19 Dicembre. Quanti giorni mancano al Natale? Tre? Quattro? Ok, siamo tutti d'accordo sul fatto che è vicino. Avevo da qualche parte una lista di cose da fare prima di Natale (regali compresi). Ne ho fatte sì e no due. E ho dimenticato dove sia finita la lista. Capito il concetto?
Ecco come ci siamo ridotti per Natale nella società moderna. Non so come siate messi voi ma io il 24 mattina lavoro. Tornerò a casa giusto in tempo per farmi una doccia e andare a impuzzonirmi di fritto per aiutare mia zia in cucina. Sempre che la famiglia sia dell'umore giusto per festeggiare il Natale dopo gli ultimi scazzi (si può dire 'scazzi'? Ma si, dai...).
Dicevamo. Siamo al 19 Dicembre e io ho già cantato in due concerti di Natale. In più uno sono andata a sentirlo e un altro ci sarà Giovedì sera. In macchina dei miei continuiamo ad ascoltare Mariah Carey e "All I want for Xmas is you" quest'anno non sembra funzionare. Siamo più nervosi, più preoccupati e più impegnati di... sempre, direi. Però Natale è tra qualche giorno.
Ci avete fatto caso di quanto i giorni si riducano in numero e durata quando avete troppe cose da farci stare dentro?
Me ne sto qui al freddo in libreria e mi faccio un conteggio accurato delle persone da lasciare nella lista dei regali di Natale. Non ce ne sono rimaste molte, a dire il vero. Colpa del budget fornito dallo stage in libreria, purtroppo. E no, non ho davvero il tempo di dare ripetizioni la sera o di fare la babysitter. Mi viene da piangere solo a pensarci.
Per questo chiederò ai miei amici di non farmi regali di Natale: siete avvertiti, non potrò ricambiare. Però un regalo lo chiedo a tutti. Smettetela, per piacere, di dirmi che dovrei fare meno cose. Il lavoro mi serve, la scuola non la mollo proprio all'ultimo anno (si tratta di altri sei mesi, in fondo), la parrocchia mi impegna un totale di 4h a settimana ormai, il coro mi serve per non mettermi a urlare in mezzo strada. E sui giochi di ruolo non si discute. Continuare a sentire gente che mi dice 'lascia qualcosa' mi irrita profondamente (per rimanere sul tono civile). Mi sono già liberata di tutte le cose che mi impicciavano ed evidentemente più di così non voglio fare. Quindi fatemi un favore: fate finta che io abbia una vita tranquilla e serena e smettetela di ribadire l'ovvio. Ho poco tempo e me ne sono fatta una ragione, ok?
Adesso fatemi stare tranquilla e non preoccupatevi per me, che io sto cercando di non farlo!
Cercate invece di rilassarvi al posto mio e di passare dei bellissimi giorni di vacanza, se ne avete.
Buon Natale!

sabato 5 novembre 2011

Belle

"Tutto qui... è un bel paesino..."
Così cantava la Bella di Walt Disney, sempre col naso nelle sue belle storie. E così mi sento di canticchiare la mattina lungo Via del Corso, la mia leggendaria via dello shopping e delle passeggiate con le amiche.
Qualche anno fa all'uscita dalla scuola si prendeva il treno verso il centro, si scendeva al capolinea, P.le Flaminio, e si faceva avanti e indietro lungo la bellissima via, fermandocisi per la consueta 'pausa Star Shop,' e spesso continuando la passeggiata leggendo un fumetto, trascinata per la sciarpa a mo' di guinzaglio (facendo bene attenzione ad evitare gli ostacoli). E si diceva, tra noi ragazze di Roma-Nord: "Sai che bello lavorare a Via del Corso? Vieni qui col trenino e torni a casa in venti minuti. E c'è lo Star Shop!!!"
Chi l'avrebbe mai detto che quel sogno sarebbe diventato realtà! E' un po' come ne "Il Diavolo veste Prada". Andare a lavorare la mattina in mezzo a tante commesse che lavorano chi da Zara, chi da Bulgari, chi 'solo' da Valentino. Ma a noi anche Vertecchi sembrava un negozio di classe, all'epoca. Ricordi era un mito, una stella lontana, la fumetteria l'aspirazione più grande.
E invece, a ventitrè anni, quando solo due settimane fa mi lamentavo di non aver lavoro, eccomi qua. Dentro una libreria di moda e arte in cui Enrico Montesano ha presentato il suo ultimo libro. Dentro una libreria che diventa meta abituale di quei commessi in tiro che lavorano le vicinanze. Oggi tre commesse di via Condotti ridacchiavano nella sezione 'Mamme'. Adesso posso vivere l'atmosfera della Roma segreta, che in anticipo rispetto ai tempi degli studenti si sveglia e comincia a lavorare, facendosi bella per le passeggiate altrui.
Gente che parla italiano, inglese, francese, spagnolo e addirittura giapponese, che abita al centro di Roma e che si interessa di moda parigina e di design. Sembra davvero un altro mondo.
E io, cresciuta con il mito della biblioteca comunale, mi ci ritrovo immersa come in un sogno. Mi sembra ieri che mia sorella mi supplicava di giocare con lei invece di leggere, o che mamma mi intimava di chiudere 'Il Giardino Segreto' e di fare i compiti di grammatica. Eppure eccomi qui, aspirante libraia in una libreria storica che aveva la sua sede in Via Cola di Rienzo. E, se tutto va bene, ci rimarrò per un bel pezzo. La parte migliore? Quella in cui posso leggere tutto quello che voglio. Senza rovinare i libri, ovviamente (pfff...).
E' strano. Pensavo che la parte più difficile fossero le operazioni di cassa... oppure la questione dei libri in arrivo. Forse è perchè non faccio ancora tutto io, ma finora mi sembra che una parte difficile non ci sia... se consigliare alle clienti di scegliere il nuovo libro Pop-up del Piccolo Principe era considerata la 'parte difficile'... mi sa che qui dentro potrei passarci il resto della mia vita!
Speriamo bene, cari lettori. Intanto vi invito tutti alla Libreria Gremese, a prendermi in giro perchè finalmente devo truccarmi per andare a lavoro o perchè il nuovo libro di Pratchett non ce l'abbiamo (ma ci lavorerò, promesso)!
Adesso torno al lavoro (dovrò leggere ancora qualche quarta di copertina, ahimè)... 

...a presto!

venerdì 26 agosto 2011

Agosto-Settembre: un nuovo anno

Wow.
Si ricomincia. Lo scrivo adesso perchè poi per una settimana sarò fuori, e visto che rientrerò il 3 Settembre direi che questo è il momento giusto.
Come al solito all'inizio del nuovo anno si cerca di fare un bilancio del precedente. Ma il bilancio di quest'anno è stato già ampiamente eviscerato nel corso dello stesso quindi passiamo immediatamente ai progetti per l'anno nuovo.
Lavoro a tempo pieno o... Antropologia Culturale? Ebbene si. Vorrei tanto re-iscrivermi all'Università. Non doveva essere necessariamente la Sapienza, però ho dato un'occhiata alla didattica delle altre Università romane (si, romane, ancora non sono in grado di spostarmi, sfortunatamente) e ho visto che quel corso, che vanta ancora gli stessi insegnanti dell'ultima volta che ci sono stata, è esattamente quello che voglio frequentare. Ci sono la Linguistica e la Filologia, romanza e anglosassone, e c'è la Storia delle Religioni, l'Antropologia, le Tradizioni Popolari e tutto quello che voglio studiare io. Quindi perchè dovrei rinunciare?
Il problema è che cercando di combinare i corsi improbabili della Sapienza con il corso di Erboristeria non so proprio cosa uscirà fuori.
Mentre ero in vacanza ho sognato una tesina geniale per unire gli studi erboristici con l'Antropologia. Era davvero geniale, tanto che penso che mi metterò a scriverla comunque, Antropologia o non Antropologia.
Secondariamente c'è il problema del lavoro. Vorrei seguirli, i corsi... e questo implicherebbe il dover lavorare... tipo la sera. Il che mi toglierebbe il respiro. Bello, non trovate?
Credo di aver bisogno di più organizzazione. E' sempre quello il punto, giusto?

Una cosa l'ho già promessa a me stessa: non toglierò tempo né ai ragazzi né ai live. Quelli mi aiutano ad andare avanti. Senza la gioia la vita non vale la pena di essere vissuta. Ma quando si ha qualcosa di meraviglioso allora nessuna fatica è sprecata e tutto si può affrontare.

giovedì 19 maggio 2011

LavoroLavoroLavoro (WorkWorkWork)

Vita nascosta di un'aspirante scrittrice

"Ma che sei stressata?"
No. No, perchè dovrei essere stressata?
In fondo l'anno scolastico sta per finire (e ho un esame tra una ventina di giorni, ma ok), il lavoro sta per finire (e ne sto valutando altri tre, ma ok), il libro l'ho pubblicato (e devo organizzare la presentazione e il lancio, ma ok), il campo estivo è a Luglio (e saremo in un albergo, ma ok), la mole di lavoro da consegnare entro domenica è stata consegnata (e presto ci sarà la chiusa di correzione bozze, ma ok).
Ho anche una vita sociale, sapete? Ho anche una casa, un fidanzato e degli amici. Ogni tanto mi piacerebbe avere più tempo...anche solo per poter rispondere a tutti, con calma, un semplice: 'scusami, non ho tempo, devo andare...'.
Difficile gestire tutto. A volte mi sento veramente stanca. Fortuna che almeno le soddisfazioni pian piano arrivano.
Dover gestire la pubblicità del Bosco Segreto, ad esempio, è una figata. "Stefy, mi scrivi un pezzo per il giornalino?" Troppo divertente. Il contatto col pubblico e la Casa Editrice è più complesso, ma lo stesso divertente. Mi sento quasi la scrittrice famosa che vorrei diventare.
Stessa cosa vale per tutte le riunioni e le chiuse di lavoro massiccio che stiamo facendo per il progetto Top Secret. Mi sembra di avvicinarmi, passetto passetto, alla meta che mi ero prefissata.
Che poi non è una valutazione del tutto sbagliata della faccenda.
Poi la notte mi ritrovo con mille idee per la testa, riaccendo la luce, prendo il blocco e la penna e butto giù idee su idee, dicendomi che prima o poi ci lavorerò (la cosa strana è che poi ogni tanto lo faccio davvero).
Tutto ciò per dire cosa? Si, sono stressata, ok.
Si, è vero, ogni tanto sparisco appresso a mille cose e non mi faccio sentire per giorni e mi dimentico le scadenze e tutto. E' vero anche che 'ogni tanto' è uguale a 'molto spesso'.
Però non lo faccio apposta. Ho solo un pò di cose per la testa! Dove 'un pò' varia dal 'Sono in Chiesa a lavorare e sto scrivendo un mini racconto horror' a 'Sono a tavola ed è la quarta volta che cerco di spiegare ai miei chi è Gauss e perchè cerca di impiccarsi nella stanza a fianco' a 'Sto giocando ai Coloni di Catan e contemporaneamente scrivendo dediche sulle prime copie del mio libro.' a 'Sono a lezione di Botanica e sto decidendo i canti per la Messa delle Prime Comunioni di domenica prossima'.
Sempre troppe cose assieme. E a farne una per volta non ci riesco, perchè altrimenti mi viene l'ansia per tutte le altre. Quindi...RELAX! Ho bisogno di relax! Non di trovare un altro lavoro, ma di RELAX!!!
Che poi...ci ho provato a prendermi un paio di giorni di relax. Ho fallito miseramente dopo essermi scolata Piccole Donne. Ho lasciato indietro cose e ora, come al solito, fatico a recuperare. E quando mai?
Non c'è proprio niente da fare: io ci provo a defaticare...ma non è fattibile!!!

P.S.: Si accettano commenti da parte di chi ha avuto l'onore di leggere "Il Bosco Segreto" in anteprima!

domenica 20 marzo 2011

Ruota

Una ruota. E' tutto partito da una ruota.
Credetemi, vorrei cercare di spiegarvi meglio di così, ma è difficile immaginare che qualcuno possa capire come mi sento. Ci sono periodi della vita in cui uno dice che 'va tutto bene' per non pensare alle cose che non vanno. Ci sono periodi in cui 'va tutto bene' significa che le cose filano più o meno lisce, con i soliti sassolini, ma fondamentalmente lisce.
Ora ho scoperto che dicendo 'va tutto bene', in alcuni periodi si possa fare dell'ironia. Potrei dire 'va tutto troppo bene', ma per scaramanzia non lo farei mai. E sarebbe comunque poco.
Penso di essere arrivata ad un punto cruciale della mia vita.
Nell'aspetto sentimentale non sono mai stata così serena e tranquilla e...fiduciosa.
Nell'ambito lavorativo è tutto...in prospettiva di crescita: ho appena raggiunto il primo gradino, ed ora posso solo salire sempre più in alto.
Nell'ambito familiare stiamo ritrovando armonia e quella sorta di legame di condivisione che ci rende una famiglia così affiatata.
Nell'altro ambito importante della mia vita, la mia parrocchia, le cose si stanno assestando nel modo in cui speravo da...beh, da anni.
E in più...ho trovato veramente il mio posto nel mondo. Ma quello Giusto, stavolta.
Che dire? Che è tutto perfetto? Si e no. E' vero, non avrei mai immaginato né tantomeno chiesto tanta perfezione per me. Ma è anche vero che di qui in avanti le cose le vedo solo in prospettiva di miglioramento. Mo...dite un pò quello che volete, ma io ci credo. Ci credo come non lo avevo mai fatto in vita mia.
Andrà tutto bene. Andrà tutto MEGLIO. E non può che essere così.
Destino?
Sicuro.

lunedì 21 febbraio 2011

Gioco&Lavoro

Un sacco di gente non lo capisce o comunque non lo immaginerebbe mai, ma l'esperienza ci insegna che il giocatore di ruolo medio è una persona che di base è in grado di mantenersi concentrato e di impegnarsi in un qualsiasi lavoro per più tempo delle persone comuni della sua età.
Perchè? Semplice. Chi di voi ha mai costruito una chain? Intendo una COTTA DI MAGLIA completa, anello per anello, tagliando pezzi di acciaio/alluminio/quello-che-diamine-si-usa e intrecciandoli insieme. Quanti di voi hanno mai passato ore e ore cucendo, conciando la pelle, cucendo insieme pezzi di cuoio, creando fibbie e sistemi di chiusura, applicando borchie, facendo incisioni e pirografando?
Quanti di voi invece hanno passato altrettante ore a vergare pazientemente pergamene in scrittura fluida e spesso lingue allucinanti, sempre con pennino e inchiostro e miniature del caso? Quanti hanno passato del tempo anche solo semplicemente a riparare l'impugnatura di cuoio di una spada in lattice? Vogliamo parlare di quelli di voi che dedicano ore della loro vita, oltre il lavoro, lo studio e gli amici, a creare dal nulla armi in lattice? A pasticciare con fibre di carbonio, plastazoto e lattice o guaina o quello che ultimamente si mescola meglio al colore?
Il giocatore di ruolo medio è una persona che per un GIOCO (perchè è vero, non sempre gli scopi sono nobili e seri...alla fine a parte per chi se li rivende, crearsi un'armatura fatta in casa è un vezzo) è capace di passare ore e ore a fare lavori manuali, che richiedono pazienza, impegno e precisione.
Da niubba (nemmeno troppo tempo fa...rispetto a un sacco di gente che mi legge i miei 7 anni di gioco fanno ridere) la primissima cosa che mi è stata insegnata dopo l'ambientazione è stata come fare un'arma in materassino. Cosa che adesso io insegno ai ragazzini (oddio, se le armi che abbiamo creato uccideranno qualcuno negherò tutto) che hanno esattamente 7 anni meno di me, e mi accorgo che anche loro, nonostante la generazione incapace di capire come funziona lo scotch biadesivo, quando sono presi dalla fantasia si chiudono e non si accorgono dello scorrere del tempo.
Ora, genitori, spiegatemi: ma un'attività che stimola l'intelligenza di un ragazzo di quell'età, che lo 'addestra' (letteralmente) alla disciplina mentale e fisica e alla concentrazione sui lavori di precisione...e che al tempo stesso lo spinge a leggere e ad approfondire temi storici...ma di che vi lamentate???
Io al liceo (in V, a due mesi dalla maturità) ho passato una settimana intera sul banco di scuola con le mani macchiate d'inchiostro rosso e nero a copiare un testo dentro un libriccino di carta riciclata. Detto così suona banale...ma alcuni di voi ricorderanno un certo 'Libellum Inferniis'...beh, quando i miei compagni si affacciavano dietro le mie spalle e sbirciavano pezzi a caso poi non si riavvicinavano più...era caratteristico anche quello! La gioia di stare dentro una banalissima classe, avere le dita imbrattate d'inchiostro, come se fosse la cosa più normale del mondo, e scioccare i prof che ti beccavano chiusa sul lavoro non ha avuto prezzo!!!

Che dire? Mi mancava, mi mancava veramente mettermi a fare qualcosa per la pura voglia di farla...sono un paio d'anni che tra Pietro e Martine si impuntano a farmi cucire...e io odio cucire! Datemi del materassino, del legno, del cuoio, e mi renderete la donna più felice del mondo!
...di nuovo: grazie GRV!

martedì 18 gennaio 2011

Campane, suonate!

Quante probabilità ha una persona di trovare (anzi, essere trovata da) un part-time promosso dal Comune che si adegua alle sue necessità? E quante probabilità ci sono che questo part time sia a 3 minuti da casa?
Quante probabilità ci sono inoltre che questa persona trovi ANCHE l'apprendistato nel suo campo, stavolta solo a 5 minuti da casa...e che anche questo tenga conto delle sue necessità???
Ragazzi miei, Fedeli Lettori e amici tutti, come si dice "Ho svoltato!".

Quindi comincio l'anno nuovo con:
-2-3 progetti a livello di scrittura, tutti validi tranne uno, che è LA VIA.
-2 lavori part-time che magari non mi faranno guadagnare mille euro al mese, ma mi stanno aprendo due strade decisamente SICURE.
-1 spesa da fare: il PC nuovo.

Poi posso trasferirmi in Biblioteca per il resto del tempo, ed è fatta!
Signori miei, è vero che la mia vita sociale è ridotta a un colabrodo, ormai. Però è anche vero che se quest'anno va tutto bene dall'anno prossimo è molto probabile che io ingrani veramente bene a livello professionale (in tutte le professioni cui aspiro).

Quindi...vi auguro che questo 2011 sia fruttuoso quanto lo si prospetta per me!!

lunedì 3 gennaio 2011

Nuovo Anno: 2011

Inizia un nuovo anno.

Quest'anno oltre che di buoni propositi sono piena di speranze concrete. Penso sia la prima volta nella mia vita che a inizio anno penso 'Ok. Da domani sveglia presto e fai quello che sai fare meglio, Ste.'
Si, perchè gli ultimi mesi mi hanno fatto assaggiare quello che potrei ottenere realmente. Un libro in libreria. Il successo. Magari non la fama...non da subito. Ma per quello aspetto la riuscita di un certo progetto top-secret.
Ho tante cose da far, tante cose da organizzare. E ne sono felice. E se i Fiori di Bach funzioneranno per lo stress, allora tanto meglio.
Tante cose da fare? E' vero, ma mi piacciono. Forse dovrò rivedere davvero la lista delle priorità, ma poco importa. Ora come ora, con lo sguardo schiarito dalla pesantezza del 2010 (uno dei miei anni più faticosi in assoluto) e lo spirito rinfrancato da questo nuovo inizio, non ci trovo niente di male. E' ora di cominciare a costruire davvero. Con o senza gli altri.
Tra parentesi, ho già tenuto fede all'impegno di non prendere troppi impegni e rifilato il primo, sonoro NO dell'anno nuovo. Mi sento molto bene (mal di testa perpetuo a parte).
Allora, brindo con voi come ho brindato il 31: "Al successo e al condividere le cose belle con gli amici!"

Buon Anno Nuovo!

martedì 30 novembre 2010

Buongiorno, mondo

Ci sono dei momenti in cui ci si sente un pò spersi, non è vero?
Quando parlo con la gente che incontro per strada, ultimamente, sembra che le cose vadano a gonfie vele. Sto facendo quello che volevo, no?
"Cavolo, hai pubblicato UN LIBRO?"
"Studi ERBORISTERIA? Ma esiste davvero? E poi che vuoi fare, l'erborista?"
No, perchè uno, notoriamente, a 23 anni -che non sa cosa fare della sua vita- passa il tempo a studiare erboristeria per sport, mica perchè vorrebbe trovare un lavoro decente e utile agli altri. E nel frattempo scrive poesie dal niente. Ma dico...c'è gente che mi conosce da secoli e mi fa "Ma dai! Mica lo sapevo che scrivevi poesie!"
Ma vabbè. Cose che capitano. Però suona bene: "Sono al secondo anno di Erboristeria e ho appena pubblicato il mio primo libro di poesie...e ultimo, anche, visto che passerò al fantasy."
Di solito glisso sul fatto che no, non frequento l'università, perchè la Sapienza ha pensato bene di chiudere la facoltà di Erboristeria l'anno scorso. Perchè, con il mio cervello, tutti si aspettavano che come minimo, mi laureassi in lettere. E poi? Fare la fine di quella povera cristiana della Prof.ssa Calcagnini, che faceva il suo lavoro egregiamente anche se si trovava davanti studenti a cui col cuore diceva: "Per piacere, considera l'idea di andare a zappare la terra, invece di star qui a disturbare la mia lezione. L'Italia ha bisogno di gente che zappa la terra, sul serio."
La verità è che non mi piace l'idea di non essere una studentessa sfaccendata della Sapienza. Mi rode vagamente a pensare che c'è gente che all'età mia non ha la minima idea di cosa voglia dire lavorare. Bello studiare e basta, no? Sarebbe molto bello svegliarsi la mattina e decidere se andare o no a sentire la lezione di letteratura...già. L'ho fatto, ed è stato bellissimo. Ma alla vita vera purtroppo non gliene frega niente se sei laureato o no. A un certo punto ti rendi conto che dovrai mangiare, in qualche modo, da grande, e laureata o meno devi saper fare qualcosa.
E io, oltre a studiare, lavorare quando posso, cercare di scrivere, cercare di realizzare i miei sogni, ho anche altre mille cose. Mille passioni, mille impegni diversi. Quando si creano problemi assurdi - e succede SEMPRE - mi alzo la mattina, vedo la mia sorellina che dorme beatamente fino alle undici e mezza, e mi viene voglia di gridare.
Ferocia? Voi dite?
Si, certe mattine è con questo spirito che dico: "Buongiorno, mondo".

martedì 19 ottobre 2010

Vita da Blogger

Wow...mi sono presa un sacco di impegni da Settembre a questa parte.
Il più evidente, forse, per voi che mi seguite, è quello di scrivere un blog. Mi ero ripromessa di aggiornarlo due volte a settimana...però alla fine ho saltato un sacco di volte...ehhhh...sono una donna impegnata. Chissà se anche il blogger medio ha tutte le cose da fare che ho io.
Sapete, la prima volta che mi hanno chiamata blogger non ci ho pensato. Ma l'idea che mi da la tipica ragazza che scrive blog è quella di una un pò sfigata che si sfoga sul net. Cavolo, credevo di aver passato quella fase dopo...dopo i 16 anni. Poi mi sono fatta un gruppo di amici, ho cominciato a frequentare assiduamente la mia BFF (e quindi a sfogarmi con lei), a scrivere e...a diventare una persona meno asociale di quanto non lo fossi da piccola. Non da piccola piccola. All'asilo fomntavo rivolte maschiVSfemmine e guidavo spedizioni armando i bambini di bastoni appuntiti. No, mi riferivo al periodo fine elementari-inizio medie, quando lungi dal proseguire sulla buona strada sono diventata quasi il brutto anatroccolo della classe (incredibile, eh?).
Altra cosa che mi lascia riflettere...il gioco online by chat. Ogni volta che rimango da sola per troppo tempo ricado nella vecchia tentazione. Stavolta mi ero anche organizzata bene ma i miei buoni propositi non sono sopravvissuti al ientro di Pit. Quando puoi assare il tuo tempo svaccata sul divano del fidanzato a guardare telefilm intelligenti...perchè giocare online?
Terza cosa che ho abbandonato? Scrivere? Di nuovo? Santo cielo...ho pensato almeno un paio di storie nuove da quando è tornato Pit...ma non ho avuto il tempo di metterle nero su bianco. Non ho più il tragitto in autobus, non ho più la pausa pranzo, e devo impegnare ogni momento in casa a socializzare con i miei familiari. U-hu...devo trovare un modo, mi sa. Come dice lo zio Steve, devo trovare la mia porta da chiudere.
Poi ovviamente c'è l'impegno in parrocchia, che quest'anno fatico così tanto ad affrontare, per mille motivi. Mi sto già impegnando, ma...com potrà andare avanti? Dall'inizio dell'anno pastorale sono già stata assente...due volte. Tre se contiamo il prossimo WE a Lucca. Quattro se contiamo anche il WE dopo, al live di Alae Noctis. Mh...brutta media, prima di Natale. La cosa che mi rincuora è he quest'anno il nuovo sistema regge anche senza di me.
Non credevo che non sentirmi essenziale fosse così liberatorio.
Ma non sarà così per sempre. Dipende dagli accordi che verranno presi.
Comunque. Il quarto impegno? Il mio libro, santo cielo! Devo fare l'ultima revisione e spedire tutto al più presto, altrimenti si dimenticheranno di me...e vorrei riuscire  vederne una copia prima di Natale!
Indovinate ora che farò? Vi regalerò una piccola perla scelta attentamente e poi mi metterò a rivedere il libro, così da inviare tutto il materiale entro stasera!

A presto-presto!

giovedì 16 settembre 2010

News

Avevo detto che sarei stata costante, ed eccomi qua. 8 giorni dall'ultimo post. Spero non siano troppi. Nel frattempo il problema è che, essendo in fase pesantemente riflessivo-organizzativa, non ho potuto scrivere nulla di serio, a parte il Background del nuovo personaggio, che non credo vi interessi così tanto.
Per di più sono tornati tutti: sia il capo (che mi toglie tempo in ufficio, com'è ovvio e giusto che sia) che il moroso (che mi toglie tempo a casa, com'è ovvio e giusto che sia).
Adesso in pratica sto aspettando di smettere di lavorare per riuscire a dedicarmi ai mille progetti che mi avete vista iniziare. Ma vi pare normale?
A me no. Infatti rimedierò presto al problema. Se ho intenzione di rimanere disoccupata apposta per scrivere? No, certo che no. Non sono nelle condizioni economiche adatte per ora. In compenso ho seriamente intenzione di pubblicare le mie poesie, che ne dite?
I miei amici continuano ad incoraggiarmi...quindi, visto che l'offerta che mi hanno fatto è la migliore che io abbia ricevuto finora...nonchè perfettamente abbordabile per le mie condizioni economiche...credo proprio che ci proverò. Questo vorrà dire che dovrò prendere quello che scrivo più sul serio. Inventarmi una motivazione e una fonte d'ispirazione. Qualcuno potrebbe risentirsi di un'intervista che comincia con:
"Ma insomma, da dove prende le sue poesie? Quando le ha scritte?"
"Mah...alcune invece di ascoltare le lezioni al liceo, altre in autobus la mattina...le migliori facendo sega a scuola."
Proprio un'autrice ispirata, insomma.
Nel frattempo, qualcuno mi ha detto qualcosa a proposito di un certo copyright inesistente...quindi...credo proprio che prenderò in mano le mie belle 110 pagine e ne farà almeno un 3-400...puro e sano fantasy con una protagonista d'eccezione. Vi do due indizi: è piccola e verde!

Vediamo. Sono le 22.06. Credo che per non sbagliare andrò a lavarmi i denti e la faccia. Poi, tempo di mettere il pigiama, dovrebbe chiamarmi Pietro. A quel punto potrò andare a dormire tranquilla. Considerato che domani mi aspettano una bella discussione con il commesso della banca e una bellissima fila alla posta come priorità...farò meglio a sbrigarmi, che ne dite?
Quindi, per tornare alle vecchie tradizioni:

"Che la notte vi copra col suo manto stellato e la luce della luna protegga i vostri sogni."

giovedì 26 agosto 2010

Sullo scrivere

Questo post estemporaneo nasce dalla necessità profonda di rispondere a quanti mi hanno minacciata di picchiarmi (o peggio) l’ultima volta che ho comunicato al mondo la mia paranoia da: “Non so scrivere, non so scrivere, non so scrivere.”.

Io so perfettamente che c’è una buona parte dei miei amici (vi chiamo ancora così, piuttosto che ‘lettori’) che hanno leggiucchiato qualcosa di mio, perfettamente e serenamente convinta della mia follia. So anche che una buona parte di loro è sincera nell’affermare che scrivo bene. In realtà, a ben vedere, sono anche convinta di scrivere decisamente meglio della media dei vari Silvio Muccino e Fabio Volo della situazione.
Nonostante ciò permettetemi un attimo di dubbio nel considerare un paio di cose. Ad esempio: quanti miei racconti compiuti avete letto? Bravissimi, visto? Con questa domanda abbiamo centrato in pieno il punto.

Con il mio “Non so scrivere.” non sto negando la mia evidente e più che soddisfacente proprietà di linguaggio. Anche perché altrimenti non avrei di certo cominciato a scrivere un blog. Vedere le mie parole sullo schermo mi da moltissima soddisfazione e sono convinta che piacciano. Ne sono davvero convinta, altrimenti non starei qua a scrivere. Sarebbe fantastico se mi pagassero per scrivere un flusso di pensieri continuo come quello che sto scrivendo ora, non trovate?
Peccato che il mondo non funziona davvero così. Per poter sfondare, bisogna avere una storia. Non importa quanti personaggi fighissimi si sappiano inventare. Bisogna che le loro avventure abbiano un inizio, uno svolgimento, delle peripezie e una fine. Altrimenti il racconto semplicemente non funziona.
Io sono convinta di essere bravissima a mettere una parola dietro l’altra. Risulto interessante anche parlando del tempo. Ma creare un destino per delle personcine di carta? Cavolo, non riuscivo nemmeno a inventarmi storie decenti per le mie Barbie, anche se potevano diventare amazzoni e cavalcare i miei cagnolini di pelouche o avere dei bellissimi troni fatti di lego e chiamarsi Proserpina.

E’ lo stesso motivo per cui sono una pessima Narratrice. Magari riesco anche ad avere spunti interessanti e idee carine. Ma alla fine i miei giocatori si trovano sempre a girare in tondo. La ‘scena’ in se può risultare carina. Sono le meccaniche per arrivarci che non rendono.
Scrivere bene è un conto. Scrivere storie è un altro, e io sto cercando di fare proprio quello: scrivere storie. L’alternativa è darsi alla saggistica, ma la vedo dura.

Quindi, in conclusione di ciò: con la premessa che sto lavorando proprio sulla parte tecnica, partendo dalle meccaniche del racconto breve, e che le mie riflessione sulle mie capacità a) non sono frutto di follia momentanea b) non mi condurranno al suicidio, anzi, saranno costruttive.
Posso avere il mio momento di personale autocommiserazione?

Grazie a tutti.

domenica 8 agosto 2010

Presentazione dell'Autrice

Okay...per ingannare il tempo fino a quando riuscirò a mettere una Creative Common al blog (quindi prima di pubblicare materiale scottante) vi parlerò di me...come se già non lo facessi abbastanza spesso! Ma essere l'unica autrice di un blog galvanizza abbastanza, provare per credere!

Mi chiamo Stefania, e il mio nome mi piace molto, anche se mi presento spesso come Stefy perchè mi sembra meno formale e risponde un pò di più a quello che sono.
Il 15 Maggio ho compiuto 22 anni, il che significa che sono del Toro ("E questo dice tutto di me!" cit.) e che se a prima vista avete pensato fossi una 16enne non dovete preoccuparvi: capita a tutti.
Abito a Roma insieme alla mia famiglia: Mamma, Papà, Sorella minore e una cagnolina.
Sono una ragazza semplice, fidanzata da tre anni, a cui piacciono le cose di una volta: belle storie, tranquille serate tra amici e gonne lunghe.
Tra le altre cose sono 'una ragazza casa e chiesa', nel senso che non esco spesso per ubriacarmi la sera (anzi, attualmente non mi sono mai ubriacata e non ho mai provato a fumare niente di niente) e che vado a messa almeno una volta a settimana. Sono di istruzione cristiana cattolica, sono una fedele convinta e insegno il catechismo ai bamboccetti della parrocchia, cui voglio molto bene.
Nonostante ciò sono una persona curiosa e aperta, ho frequentato per due anni la facoltà di Lettere (Antropologia Culturale) alla Sapienza di Roma, e sono un'appassionata studiosa di Storia delle Religioni e spiritualità diverse dalla mia.
I miei hobby? Vediamo...ho studiato teatro e flauto traverso per cinque anni (quelli del liceo), colleziono flauti di legno che suono molto spesso e canto da quando sono bambina, principalmente musica sacra polifonica, dilettandomi a comporre ballate, di tanto in tanto. Quindi so cantare, suonare, recitare, comporre, disegnare, cucinare, ricamare (il punto croce va bene, ma non chiedetemi di assemblare un pantalone), ballare il liscio (nella danza sono abbastanza negata). Diciamo ch sono generalmente portata per le belle arti.
Successivamente ci sono gli interessi meno elegiaci: sono una Nerd senza speranza e un'accanita giocatrice di ruolo, soprattutto dal vivo (che mi riesce meglio). Gioco dal 2004 e non ho intenzione di smettere. Chi mi conosce sa quanto l'esperienza del gioco dal vivo mi abbia aiutata a diventare ciò che sono, infatti non smetterò mai di ringraziare tutti quelli che mi hanno accompagnata in queste avventure fuori dal comune.
Dopo la Facoltà di Lettere (che prima o poi riprenderò necessariamente), ho deciso che dovevo dare una svolta alla mia vita e crearmi una seria prospettiva per il futuro. Attualmente sto studiando Erboristeria in un corso del Comune di Roma e ho il prospetto futuro di lavorare nel campo, possibilmente aprendo una mia attività.

Ho aperto questo blog perchè mi sono recentemente resa conto che molta gente che mi conosce non ha mai letto nemmeno una delle mie poesie o qualche brano dei miei racconti. Non che sia necessariamente una colpa, ma forse sottoporre le mie creazioni a qualcun altro oltre le solite 4-5 persone mi farà capire un pò di più di quello che sto facendo! E forse farvi leggere qualcosa di mio vi farà capire un pò meglio la mia storia!
Concludo che probabilmente ognuno di voi che state leggendo sa una o due cose in più, sul mio conto, rispetto a quello che ho scritto...e così dev'essere. Qui ho scritto in modo oggettivo ciò che sono, come mi presento solitamente. Ma è ovvio che c'è molto di più, in ognuno di noi, di quanto una pagina scritta possa contenere...e grazie al cielo! Altrimenti saremmo un pò banali, non vi pare?

A questo punto, quindi, saluto tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggersi questa mini-biografia, che mi sono divertita a scrivere in parte per dare sfogo alle manie di grandezza che ogni brava aspirante scrittrice e giocatrice di ruolo deve necessariamente avere e in parte per dare un punto di vista unitario a tutti quelli che mi conoscono e anche a chi passerà di qui per caso.

Come si dice in altri luoghi,
"Lunghi giorni e piacevoli notti!"

sabato 7 agosto 2010

Grandi novità...

Siamo al 7 Agosto 2010 e mi sono convinta che creare un Blog è una mossa furba.
Comincerò col dire che, dannazione, non so nemmeno metterci un'immagine...quindi ci dovrò lavorare un pò.

Quindi, chiunque capiti su questa pagina prima che sia pronta...beh...dovrà avere pazienza!

Per quel che riguarda i contenuti...posso annunciare già da ora che ci saranno molte cose da leggere: giurin giurello, stavolta non abbandono il progetto. Vorrei sinceramente un pò di incoraggiamento, in questa nuova avventura che sa decisamente di follia!

"Il Bosco Segreto" prende il nome dalla mia metafora preferita...ma la conoscerete in seguito, non è ancora arrivato il momento giusto. Prendete nota delle mie parole: se continuerete a leggere questo blog, ci impegneremo insieme ad attraversare il bosco per vedere lo splendido sole che brilla oltre gli alberi. Là, proprio alla fine del sentiero, coperto da una roccia, c'è un passaggio tra i rami. Oltre ciò il Bosco finisce, le storie si fanno più vere ed il sole illumina tutti i sogni che vedono la luce.

Spero che abbiate la costanza e la voglia di accompagnarmi in un cammino fatto di fantasie, sogni e meraviglie d'ogni genere. Forse in questo luogo incontrerete personaggi che vi sono familiari. Vi prego di accoglierli con affetto. E di riservare alla vostra povera guida la premura di farle notare quando vi sta annoiando o non è puntuale.

Ma bando alle ciance, si comincia!
In bocca al lupo a me!