AGGIORNAMENTI

12/04/11: Si ricorda che il commento è auspicato e incoraggiato! Grazie ^_^
1/11/11: http://stefaniaricco.blogspot.com
Il link per acquistare "Il Bosco Segreto"
10/01/12: Grazie a Pietro Caruso il Blog ha un nuovo layout! Enjoy it!
12/04/13: Riorganizzazione mode: ON! Seguitemi anche da G+!
Visualizzazione post con etichetta Pensieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pensieri. Mostra tutti i post

sabato 19 aprile 2014

Avrebbero voluto che vivessi

Avrebbero voluto vederti vivere.

Poco prima della tua morte, dopo aver esortato Pilato ad alzarti davanti a tutti su quella croce, i tuoi nemici cominciarono a chiedersi: "Cos'abbiamo fatto?"
E a chiedere a te: "Perché non ti liberi di quella croce?"
Paura, sgomento e dubbio.
Perché quell'uomo che è stato un ribelle per tutta la sua vita, che ha fatto miracoli, guarito la loro gente, perché non scende da lì e sparisce per sempre?
Ecco che nell'esortazione: "scendi dalla croce" la paura degli uomini si fa concreta.
La loro legge non gli permetterebbe di condannare a morte un loro pari. Hanno piegato la legge, hanno fatto crocifiggere quell'uomo che fino a quel momento, forse, era ancora 'solo un uomo'. Apparentemente hanno vinto.
Ma gli Ebrei non sono tranquilli. Non sono in pace con loro stessi. Nella loro ostinazione hanno fatto vere le parole di uno dei LORO profeti. E ora hanno paura.
Perché ora che è morto, Gesù di Nazaret non è più 'solo un uomo'. Ora, e solo ora, è chiaro a tutti che è il Figlio dell'Uomo.

Ma guardando indietro, come avrebbe potuto essere altrimenti?
Fedeli alla loro antica legge, fedeli  loro stessi, non avrebbero potuto - o voluto - seguire altra strada. Era già tutto finito, prima ancora che cominciasse.
Ed ecco che la loro vittoria gli ha fatto rinnegare la loro stessa legge. L'uomo che si faceva chiamare 'Re', ora è davanti a tutti, effige della loro colpa, sangue versato dalle loro mani. Ha davvero distrutto il Tempio, sconfitto la Legge Antica. È morto.
E come possono ora i carnefici affrontare la sua morte?
Sperano forse che ci sia qualcos'altro?
Forse sì. Perché se lui rimanesse morto, allora sarebbero colpevoli.
Se vivesse, invece... se TORNASSE... ah, allora tutto sarebbe giustificato. Tutto sarebbe parte di un Disegno. Tutto sarebbe come doveva essere. Perché non c'è più un uomo, davanti a loro.
C'è il Cristo.

La discesa agli inferi del Signore

"Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce.
Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: « Sia con tutti il mio Signore ». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: « E con il tuo spirito ». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: "Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta. Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli »."
Da un'antica « Omelia sul Sabato santo ». (PG 43, 439. 451. 462-463)

giovedì 31 ottobre 2013

Doctor Who

C'è bisogno di spiegazioni?
A un certo punto uno, nella vita, fa delle scelte. Tipo: "Tutti parlano di 'sto dannato telefilm. Vabbè, è Sci-Fi, vediamo di che si tratta."
"Male, malissimo", diceva qualcuno.
Aivoglia a dire: "Dai, è carino, ma NON diventerò una fangirl.". Cerchi davvero di convincertene, eh. Anche se poi devi giustificare al tuo ragazzo le due di notte fatte a finire la serie. E ricominciare con quella dopo.
Poi vai a Glasgow e vedi Amy Pond che ti guarda dalla vetrina della Forbidden Planet e pensi: "No, ok. No."
E poi scatti queste foto. 
"Doctor... you're late."
A questo punto serve un summit con i (pochi) neuroni rimasti per capire.
Come mai sto facendo cose da fangirl? Io non sono MAI stata una Fangirl, tranne che per Harry Potter e Orlando Bloom... non ha senso. Oltretutto dai, è troppo chiacchierato per accodarsi alla massa, no?
Esaminiamo le prove. Beh, è una serie tv. E' inglese, tanto per cominciare. Il che è un ottimo inizio.
Ha quell'umorismo che non tutti colgono e una semplicità disarmante. Ci piace. Poi, ovviamente, parla di viaggi nel tempo (tra le altre cose). Ci sono parecchie puntate in stile horror (vai Moff!), come piace a me.
I protagonisti sono sempre piuttosto (totalmente?) egocentrici. Anche questo è un punto a favore.
E poi, sapete com'è. C'è lui che, a prescindere dalle incarnazioni, ti prende per mano e ti trascina in giro per l'universo a salvare mondi e popoli. C'è questo senso di... dovere nei confronti dell'universo. E questo profondo bisogno di distruggere tutto ciò che è 'male'. Non so, mi ci ritrovo una cifra.
E sì, è tutto molto colloquiale perchè non voglio scrivere un articolo tecnico sui pregi e i difetti di questa serie TV.
Il punto è: ne sono rimasta affascinata come raramente mi era successo prima. Ho PIANTO, ve lo giuro, in alcuni momenti critici. E io sono una persona che durante i film piange solo quando qualche animalettopuccioso muore.
Insomma, è stata una novità, in tutti i sensi. La serie in sé è molto semplice, lo stile è quello di 10, ma anche 20 anni fa. Non fa niente. In sé, trovo che la storia sia STRUGGENTE. E mi piace! Mi piace un sacco!
Fanculo a quelli che dicevano: "Perchè dovresti fare il supereroe? Chi se ne frega degli altri?"
A noi frega. A noi frega un sacco degli altri. E dentro il cuoricino vorremmo un po' salvare il mondo, un po' essere famosi nell'intero Universo, un po' lasciarci portare via e tornare ogni tanto a prendere il té.
E penso che più o meno ognuno di noi, a un certo punto della sua vita, abbia pensato a quanto sarebbe triste vedere tutte queste cose e poi... tornare a casa. Già. Perchè noi siamo quelli che dopo sono costretti a tornare a casa, lo sappiamo bene come vanno queste cose.

Il personaggio che mi ha commosso di più? E che mi ha spaventata a morte? Donna. Mai pianto così tanto. Potete immaginare perchè. Mi viene da piangere solo a pensarci, anche adesso. Forse è la cosa peggiore che io riesca a immaginare. E il motivo per cui questa serie mi incanta.
Ecco tutto.
(Non è del tutto vero, ho avuto una brutta crisi anche con Rose.)

Quindi forse è per questo che sono diventata una fangirl. Al punto di meditare seriamente l'acquisto dei dvd su Amazon. E io possiedo solo due dvd, in totale. Al punto di acquistare "The stone Rose" a 1.59£ in una libreria dell'usato a Edimburgo. Al punto di cercare dei portachiavi con il Tardis. Che non ho trovato. Al punto di passare intere nottate a guardare puntata dopo puntata senza addormentarmici davanti.
Ma non fa niente, va bene così. E' una di quelle cose che poi ti lasciano qualcosa a cui pensare quando sei in treno.

Speravate di sentirmi lodare questo o quell'altro attore, eh? O questo o quell'altro companion? No. La verità è che secondo me non c'è un vero e proprio 'migliore'. Né tra i Dottori né tra i Companion. Alla fine avrei una buona parola anche per Rory. E non è che fossi così entusiasta, all'inizio. Ecco, questa è una delle cose belle di questa serie TV. La capacità di cambiare e di essere nuova, diversa e bella allo stesso tempo.
E nonostante mi manchi molto R.T.D. per i temi trattati, le puntate migliori delle prime stagioni, quelle che mi piacevano di più, le scriveva il Moff. Quindi, per quanto mi riguarda, sono a posto!

P.S. Ma voi non avete riso quando avete visto Peter Capaldi in World War Z?

venerdì 12 aprile 2013

Sarà la Primavera alle porte

Dicono che sarà corta. Non so voi come state messi, ma essendo io già a Maggio (in pratica ho messo nella sezione 'preparativi' il mio 25° compleanno, visto che quando riemergerò da Vilegis sarà quasi troppo tardi) mi sembra che la Primavera sia cortissima. E' iniziata ieri e mi vedo già in costume da bagno.
Oggi sono riuscita ad ingannare la mia allergia grazie all'aiuto dello scooter, Siamo passati sotto i Platani a velocità e il polline non è riuscito a battere il casco. 1-0 per me.

La Primavera, comunque, è un inganno della società (edit: o della Natura? Maledetta...). Svantaggia i deboli, sicuramente. Pensateci. Mette sonnolenza (grazie ai primi caldi), porta allergie (nella società moderna tipo al 60% della popolazione), svantaggia chi ha bisogno di dormire.
Sì, perchè uno d'Inverno verso le 17, che fa buio, pensa "Uh, com'è tardi, sbrighiamoci a tornare a casa." Poi si accorge che è tutto falso, che è ancora presto e si mette a preparare la cena. Quindi mangia presto, guarda un film (sempre presto) e va a dormire. E la mattina si sveglia pelo pelo, perchè finchè è buio fa brutto alzarsi.
Invece a Primavera? Alle 19.30 è ancora prestissimo, si finisce per rientrare e mangiare tardi, e la mattina: "Guarda, c'è già il sole, sarà meglio alzarsi!" All'alba, cioè prestissimo. Quindi, in totale, si è più produttivi, certo... ma anche più stanchi. E' una questione di ore di lavoro.

E poi, ovviamente, si perde più tempo. Perchè camminando per strada (sì, io cammino per strada perchè la macchina non ce l'ho) "Uh, guarda che bello quel fiorellino!" oppure "Che bella crescita di Borsa del Pastore, chissà se è questo il periodo balsamico..." e anche "Ok, quest'albero è stupendo: DEVO fare una foto.". Se a voi non succede, per favore, non me lo dite. Mi piace pensare di essere ancora sana di mente.

Tipo: "Uuuuh, quante violette!!!"

Però la Primavera serve anche a rilassarsi. Certo. Come quando sei in giro, con il bel tempo, e pensi "Magari faccio un salto in fumetteria, già che ci sono." E dalla fumetteria: "Potrei passare anche in quell'altro negozio. Tanto è presto." Poi: "Già che ci sono mi allungo a fare la foto per l'articolo.", e ancora: "Ma sì, proviamo a chiedere di là se hanno manichini da buttare, il proprietario lo conosco...".
E si fa tardi. Si fa SEMPRE tardi. Non solo: arrivando da lavoro non sei con le scarpe da ginnastica. E si sa, ci sono i sanpierini. Quindi salutiamo tutti la schiena!

E poi è così bello quando sei in giro con il giacchettino di pelle e i riccioli al vento, mescolandoti alla folla di babbani e facendo i calcoli sui negozi che servono per completare la quest "L'Armatura della Viverna" e ti chiedi che faccia farebbero le persone se potessero leggerti nella mente...
(che già stai immaginando le persone che leggono la mente, ed è tutto dire...).

Godetevi la Primavera, che sarà breve, dicono! (e se il prossimo post sarà a Giugno, non vi spaventate...)

S.

martedì 1 novembre 2011

This is Halloween

Gli italiani dovrebbero far pace col cervello, non trovate anche voi?
Mi ricordo che quando ero piccina io, le mamme non volevano che si festeggiasse Halloween. In primo luogo perchè non è una festa della tradizione italiana (leggi: cattolica). Secondariamente perchè non riuscivano a trovarci un senso.

In che senso festa dei fantasmi?
Le nostre mamme, infatti, non lo sapevano che dietro Halloween, la Viglia di Ognissanti, c'è una lunga tradizione fatta di misticismo e buoni auspici. In Samhain, l'inizio di Novembre (per questo alla mezzanotte del 31 Ottobre), segnava l'inizio del nuovo anno con l'ingresso dell'inverno. I focolari delle case venivano spenti, le ceneri gettate via, e si accendevano i fuochi del nuovo anno dall'unico, grande falò che veniva consacrato. Nelle case, dunque, entrava nuova luce, che avrebbe protetto la casa durante l'anno a venire.
Perchè i fantasmi? Perchè in questa notte di 'passaggio', il mondo dei vivi e quello dei morti si avvicinavano, assottigliandosi il velo che separa i due mondi. Più facile, quindi, ricordare le persone defunte. Ed eccoci all'origine delle feste cristiane di Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti. Durante la notte di Samhain si usava raccontare storie riguardanti le persone defunte, così come i grandi eroi del passato. Con rispetto, ovviamente, perchè passando così vicini ai vivi fossero soddisfatti e non facessero loro del male.
E quindi ecco il perchè della moderna tradizione delle maschere: avete presente la puntata di The Walking Dead in cui i protagonisti - vivi - si camuffano da zombie coprendosi di sangue per non farsi mangiare? Ecco, quello. La stessa cosa. Mimetizzarsi tra i morti per passare inosservati. Ma questa è un'accezione piuttosto recente.
Ecco rivelate le origini di Halloween in breve. E gli italiani cosa fanno ad Halloween?
Anche i più giovani si chiudono dentro qualche discoteca a ballare e ubriacarsi. Ma fermi un attimo. Nella mia mente riesco a trovare più di qualche modo 'divertente' di adottare una tradizione. I dolci (abbondanti, in casa mia), i costumi (che piacciono sempre), intagliare le zucche (cosa che mi diverte da pazzi), spaventare (che è oggettivamente una delle cose più divertenti della faccenda)... e invece la gente la tratta come un'occasione qualsiasi per andare fuori di testa. Assurdo, nel mio modo di vedere la cosa.
Perchè sprecare un'occasione così suggestiva per sentirsi un po' più esotici, stravaganti e colti? Perchè fare di una bella tradizione una scusa per mimetizzare atti di vandalismo dietro le maschere?
Volete la mia? Per me ai bambini dovrebbero spiegare Halloween, tutta la tradizione, e l'Italia dovrebbe abbandonare la tradizione della Masquerade. Santo cielo, travestirsi e fare follie e cose ridicole, ogni tanto, non fa male a nessuno! Sveglia, Italiani c'è tutto un mondo, lì fuori! O più di uno, se vogliamo...

martedì 18 ottobre 2011

Cambio di Stagione

Bene. Tornata da Cortona mi sono resa conto che, drammaticamente, è ora di fare il cambio di stagione, nell'armadio. Il che risulta difficile da pensare, viste le piaghe della Cameretta (che scommetto condividerete). Avete presente quei malori tipici riscontrabili negli armadi, tipo infezioni o meglio piaghe... non abbiamo Nili da tingere di rosso, ma ci avviciniamo all'idea.
Vi faccio un esempio? La Morìa delle Mutande. Su, ce l'avete presente... quel periodo di transizione dopo qualche lavatrice sbagliata in cui ci si rende conto che l'80% della popolazione degli slip nel cassetto ha cambiato colore, si è ristretta, è stata mangiata dal cane o è finita chissà dove. La Morìa delle Mutande, insomma.
Che poi ben si accompagna alla Carestia dei Calzini. Ho sentito recentemente di una sorta di cura contro quest'ultima piaga. Si chiama 'Il Paradiso dei Cuori Solitari': una cesta in cui si ritrovano tutti i calzini spaiati dopo i vari lavaggi. E' oggettivamente un'idea geniale, che nel mio caso, ad esempio, ha dato i suoi frutti. Mi sono accorta, però, che per alcuni dei miei Cuori Solitari non c'era più speranza (in quanto il compagno era stato mangiato dal cane, ma non glielo dite, poverini). Allora ho deciso di adottare la strategia di Dobby: "Mai due uguali, Harry Potter, signore!" Avete presente? Adesso ho delle tenerissime coppie in cui il monocromo si unisce alle righine e i cuoricini rosa si appaiano alle stelle colorate. E vanno d'accordo!
ATTENZIONE: i calzini Dismorti (quelli che camminano da soli, ti ringhiano quando cerchi di prenderli e cercano di morderti dall'angolo in cui credevi fosse sepolto un cadavere) NON si accoppiano con nessun altro calzino, anzi, sono pericolosissimi!!!
Poi, questa la conoscerete sicuramente, anche meglio di me, è la Maledizione della Maglietta. Avete presente quella maglietta che era presente stamattina esattamente dove l'avevate lasciata perchè eravate certi vi servisse? E infatti vi serve... ma magia, magia... ora non c'è più. Ed è sempre così. Potete preparare i vostri capi per ore e ore, giorni prima o semplicemente poco prima della doccia, ma non c'è niente da fare. La Maledizione della Maglietta colpirà anche voi e non l'avrete mai pronta quando vi serve, anzi: sarà introvabile...
Se riuscirò a sopravvivere a queste tre piaghe e a molte altre che tutti conosciamo, forse, riuscirò a trovare posto ai miei maglioni, per evitare di congelare in questo freddo improvviso! Alla prossima!

lunedì 26 settembre 2011

Pulizie di casa

Le pulizie di casa sono una routine. Noi le facciamo, a fondo, ogni sabato. E non intendiamo spazzare, spolverare eccetera... quelle cose lì si fanno quotidianamente.
No, sto parlando di quando apriamo tutti gli armadi e i cassetti e recuperiamo sette giorni di panni lasciati in giro per casa, di scarpe fuggiasche e oggetti dimenticati in giro per avere qualche chance di trovarli nei posti giusti... per poi spargerli di nuovo per casa durante la settimana successiva.
Ecco, bravi, avete presente?
La prima fase è il 'rimettere a posto'. Che dovrebbe essere la parte più semplice, in teoria. Ma ci sono fondamentalmente tre problemi che vanno affrontati tutte le settimane, nessuna esclusa. Il primo è il classico dubbio: "E QUESTO dove lo metto?" Si, perchè noi non siamo gli unici abitanti della casa, e non sappiamo - ad esempio - dove ha deciso di mettere i tappi di sughero la nostra mamma questa settimana, visto che la settimana scorsa erano proprio lì, nel cassetto in cui sono sempre stati.
Il secondo problema è che non c'è mai posto. Noi lo sappiamo che i calzini (esempio per assurdo, ma spiegherò poi perchè) vanno tutti nello stesso cassetto: è solo che quel cassetto è sempre troppo pieno per infilarci proprio quel paio rimasto fuori. E lo stesso vale per tutto ciò che ha un posto che non è cambiato per un tempo sufficientemente lungo.
Mettiamo, comunque, che siamo riusciti a mettere ogni cosa al suo posto. Siamo riusciti a mettere il tappo con i suoi simili e a pigiare tutti i calzini nel loro cassetto. E' rimasto un solo dubbio fondamentale, che porta direttamente al terzo problema. Tutte quelle altre cose da dove sono uscite? E soprattutto: dove vanno messe? Si, perchè tutte le settimane ci sarà sempre qualcosa in più, dentro casa. Che sia una maglietta nuova comprata per caso da H&M, oppure una bomboniera di un matrimonio, un sacchetto di caramelle oppure un bel pallottoliere cinese, non importa. Per qualche motivo è lì e bisogna proprio trovargli un posto. Vi chiederete: da dov'è uscito un pallottoliere cinese? Bella domanda. io non ho ancora trovato una risposta. Il punto, comunque, è che il pallottoliere cinese, alla fine è carino. Ma non ha un posto, ovviamente! Perchè fino alla settimana scorsa non era in casa (e ci dev'essere entrato con l'inganno) e quindi non era incluso nei piani di progettazione delle pulizie.
Bene. Diciamo che abbiamo piazzato il pallottoliere cinese - per il momento - a fare da appoggio al coniglietto gonfiabile trovato nell'uovo di Pasqua.
Adesso bisogna cominciare a pulire tutto. Si sa, per prima cosa si spolvera, in modo da alzare la polvere una volta sola. Ma spolverare, soprattutto con la mamma che gira per casa, è un compito da sudarella. Perchè non basta spostare i soprammobili e passare il panno Swiffer. No: bisogna assolutamente rimuovere TUTTI gli oggetti dai loro ripiani e pulire il ripiano per intero. Quindi si può procedere a rimettere ogni soprammobile al suo posto. Un attimo... a patto di ricordare dove fosse prima. Un metodo sicuro per ricordarsi dov'erano tutti quegli oggettini è spostarli specularmente su un altro ripiano vicino, in modo da esser certi, poi, di riposizionarli nel modo corretto. Ma se non c'è posto? E' lì che siamo spacciati... perchè la nostra mamma ricorda sempre esattamente dov'erano prima i soprammobili. Certo, ha ideato lei quella disposizione del tutto priva di simmetria e senso logico...
Bene. Dopo aver risistemato dove pensiamo fossero prima tutti i soprammobili c'è la lotta con l'aspirapolvere. Avete notato come, oltre a tapparsi, ad aver bisogno di cambiare continuamente il sacchetto e il filtro, di pulire le spazzole e di riaggiustare il tubo che si piega continuamente (quando non si stacca la testa, perché ad esempio a noi succede anche quello) l'aspirapolvere abbia un sacco di altre cattive abitudini? Per esempio: l'aspirapolvere è golosa. Lei mangia tutto ciò che non dovrebbe. Bottoni che servivano, bigiotteria disgraziatamente finita sotto il letto, fazzoletti, calzini, il tappo del bidet, la coda del cane, e così via. Senza contare il fatto che la temibile aspirapolvere terrorizza il cane, che le abbaia e scappa via alternativamente costringendoti ad essere molto veloce a passarla in tutta casa prima che i vicini vengano con i forconi a cercare di uccidere la bestia (il cane, non l'aspirapolvere).
E alla fine di tutto... il mocio. Questa grande invenzione che è totalmente inutile nella vita di tutti i giorni. Voglio dire ok, si strizza e ha il panno attaccato. Ma ve lo ricordate quando si usava lo straccio? lo straccio rimaneva generalmente piegato in modo ordinato sotto lo scopettone, raccoglieva lo sporco e poi poteva essere sciacquato sotto il rubinetto della vasca da bagno. E ora? Avete mai provato a sciacquare - o almeno a tentare di farlo - un mocio? No? Bene, vi assicuro che non è fattibile. Con un po' di pratica abbiamo concluso che c'è un solo modo di evitare la crisi di nervi con il mocio: due secchi, uno per il sapone, uno per i risciacquo. Maledetto infido attrezzo...
E ora che anche i pavimenti sono stati puliti possiamo riposare. Non ci avete creduto? E avete fatto bene. Perchè ci sono almeno tre lavatrici di panni da stendere (con soli due stendini è un miracolo di logistica), l'armadio che è sempre un inferno (e va svuotato e riempito di nuovo da capo nella speranza che nel frattempo qualche capo venga rapito dagli alieni o scappi di sua iniziativa), i cassetti della scrivania? No, quelli la settimana prossima.
E non si sa come la cara mamma riesca sempre a trovare altre cose che erano sfuggite alla fase preliminare a cui trovare un posto, oppure oggetti da trasferire in cantina (altro inferno a sé stante) e cose improbabili da pulire.
Se siete riusciti a sopravvivere a tutto questo, e alle abitudini impossibili che ci sono in tutte le case... allora non preoccupatevi: probabilmente (ma non è detto) sopravvivrete anche la settimana prossima!
Buon lavoro!

mercoledì 21 settembre 2011

Equinozio d'Autunno

E' arrivato senza che ce ne accorgessimo, questo è certo.
Qualche fulmine a sancire la fine dell'estate, e poi... è qui! E' arrivato, con tutto quel che comporta l'Autunno. Le giornate si sono già accorciate, e ce ne accorgiamo solo adesso, d'improvviso. C'è meno tempo per fare tutto quello che potevamo fare alla luce del sole, e tutto diventa un po' più triste. Fortuna che presto l'amica lana ci coccolerà per farci sentire un po' meno tristi, e il caro piumone ci darà la forza di affrontare le giornate più fredde.
Certo, ci sarà la pioggia... ma noi abbiamo le tazze colorate e le tisane più profumate per affrontarla. E poi quest'anno vanno di moda le mantelle, lo sapevate? Finalmente qualcuno ai piani alti si è accorto che il cappuccio è un miracolo della sartoria.
C'è sempre la languida malinconia delle giornate bigie e freddine, che fanno passare la voglia di portare a spasso il cane... però guardiamo sempre il lato positivo: vestiti caldi e ampi, capelli sciolti, lezioni di tisanerie ed erboristerie varie, mattinate di scrittura al calduccio. Ci mancherà il mare, ma apprezzeremo le castagne e i dolci nel forno, come facciamo ogni anno. E quei colori caldi che si vedranno sugli alberi ci riempiranno il cuore di bellezza, al pari dell'oro del grano estivo.
E avremo un sacco di serate passate a casa per leggere una buona storia davanti al caminetto... no, scusate, mi sono lasciata trasportare. quello è l'Inverno... e non dite che non esistono più le mezze stagioni. Farò una bella foto a qualche albero in abito rosso per dimostrarvi che l'Autunno è ancora meraviglioso!
A volte lo immagino come un bel ragazzo Irlandese... il classico tipo delle storie, avete presente? Capelli rossi, occhi verdi, quel sorriso beffardo sulle labbra che non sai mai se prende in giro te o la vita in generale. Con la bocca generosa, pronta a ridere del mondo, e le mani grandi, per raccogliere tutto ciò che viene offerto.
Difficile da capire, perchè passa e subito va via. Ma se ci pensate bene... conoscerlo è stato meraviglioso!

mercoledì 3 agosto 2011

Campestrin di Fassa, Luglio 2011

La colonna sonora di quest'anno è indubbiamente 'Domani'.
Per la cronaca, ho sentito perfettamente i richiami all'estate scorsa. Dal classico e intramontabile, sempre più vivo 'Wish you were here', ai Negrita, con 'Rotolando verso Sud' e 'Gioia Infinita'.
Tutti pezzi che richiamano il cielo azzurro e i prati su cui abbiamo camminato, la freschezza di sentimenti e d'intenti di questa Gioventù (bruciata!) e la serenità che queste esperienze lasciano dentro.

Che dire? Il Tempo segue le sue leggi (la Signorina è un pò volubile, si sa) ma è bello vedere che ci sono cose che non rimangono indietro. A parte tutti i discorsi da 'è bello vederli crescere', onestamente non vedo l'ora che superino quel gradino che ancora ci separa. Io di certo li aspetterò oltre la soglia, sperando di saperli guidare nella fase successiva come amica fedele, prima ancora che Educatrice.
Questo Campo Estivo è stato la prova che le cose possono funzionare, che l'umiltà paga sempre e che l'affetto incondizionato non è un'utopia. Non preparavo una cosa così minuziosamente dai tempi di Adunanza 1107, e stavolta non avevo un Tempio intero da allestire. Ci sono comunque stati i cordini, i fili di cuoio, brandelli di stoffa, stendardi, roba da dipongere e cose da scrivere. Tante cose da scrivere.
Tempi morti, mai. Stretti? Sempre e comunque. Lunghi tempi d'attesa e di veglia, ore di sonno brevi e insufficienti. Mai il tempo di prepararsi davvero agli imprevisti, comunque affrontati egregiamente. Uno sa affrontare i Demoni Maggiori in mezzo al piazzale e poi non riesce ad organizzare una Caccia al tesoro al volo? Suvvia, siamo seri. Con l'aiuto di un bambino di 8 anni si può fare anche quello.
A volte mi sento un pò MacGyver, quando mi trovo ad affrontare queste situazioni. Utilizzare tutti i mezzi che ho a disposizione e anche quelli che NON ho a disposizione (o meglio, che non era previsto fossero a disposizione), fino a ricomporli tutti come in un complesso puzzle che coinvolge persone, oggetti e luoghi. E vedere che le cose, in un modo o nell'altro, riescono. Poi ci vuole l'abilità per far passare inosservati gli errori...o per farsi perdonare quando si notano. Credo che la chiamino 'Giustizia'. E non lasciarsi abbattere da niente. Quest'anno è stato difficile organizzare tutto. Far funzionare il meccanismo, invece, visto che era già ben oliato dal principio, è stato fin troppo facile. La fatica è stata fare tutto al massimo dell'energia, perchè per il resto, era già tutto perfettamente organizzato. Bello.

Per il resto, il campo è stata occasione di crescita anche per me. Non solo ho dato fondo alle mie riserve di energia per fare le cose e alla mia capacità di concentrazione in ogni occasione (ricordiamoci che tra le altre cose ho continuato a fare l'arbitro piangendo per il naso quasi rotto). Ho avuto alcune conferme sulla mia Fede, molte soddisfazioni personali e momenti di assorbimento completo nella lettura della Bibbia.
Una nota negativa? Mi sono scoperta un po' egoista, e ne sono stata sorpresa. Fa malissimo... veramente troppo. Ma era una cosa di cui dovevo rendermi conto, anche per poterla superare. Come diceva il Vangelo mentre io sbagliavo l'attacco del Santo (ma dove si è mai visto???), ho il pieno diritto a godere della Parte Migliore. Convincersi di avere il diritto di partecipare di quella gioia è davvero difficile, perchè sono stata chiamata a rendermi utile e il mio compito, di solito, è fare le pulizie di casa. Metaforicamente parlando e non. Però riuscirò a ritagliarmi un posto, ne sono certa. Ognuno di noi ha una debolezza intrinseca (o un 'debole', se vogliamo), giusto? Bisogna trovare un compromesso, come dicevo qualche giorno fa. Il ruolo giusto. Perchè è vero che non si può avere tutto, ma non si può neanche rinunciare a tutto, nella vita.

Chiarito ciò (o meglio, proprio chiarito no, ma io l'ho detto, per chi ha orecchie...) ci tengo a specificare che come al solito l'armonia e la dolcezza che riesco a trovare nella musica è stata ampiamente ripagante di tutta la fatica e di tutti i sacrifici che ho fatto. Sta scritto che riceveremo nella stessa misura in cui doniamo agli altri. Comincio a misurare questa quantità in battiti di cuore, e ringrazio di ogni respiro e parola ricevuti in dono. Ogni sorriso, ogni carezza, ogni pensiero gentile, ogni mano che mi è stata tesa riflette ciò che ho dato, e non mi pento per un solo secondo di averlo fatto, perchè ciò che ho raccolto vale davvero molto più di quanto ho seminato.

Tra le nuvole e il mare si può andare, andare.
Sulla scia delle navi di là dal temporale.
Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani!
Non siamo così soli...

giovedì 5 maggio 2011

Windows

Okay. Non è grandioso come titolo, possiamo ammetterlo. Ma ha venduto e fatto arricchire Bill Gates, quindi potrebbe funzionare, dopotutto.
Il motivo del titolo è abbastanza semplice. Mi sono appena resa conto che nonostante gli improperi tirati contro il dannatissimo sistema inventato da quel grandissimo idiota, che sembra voler essere del tutto autonomo nelle scelte e decisioni in grado di impallare un PC con tre mesi di vita, grazie a Windows mi è stata donata una fantastica perla di saggezza.
"Ci sono ostacoli più grandi rispetto a un sistema operativo."
Ebbene si: in passato non ci avrei mai creduto. Ma guardate, arrivata alle soglie dei 23 anni riesco a vedere la verità.
Confronto alle montagne, tonnellate di problemi che risolvo tutti i santi giorni della mia vita il fottutissimo Windows Live Update che ritiene di dover essere autonomo nel seminare Caos e Distruzione nel mio computer riceve questa semplicissima risposta: NO.
No, santo Dio, non puoi pensare, tu, Bill Gates, di avere una qualche chance di mettermi i bastoni tra le ruote. No, perchè con una cassa dei miei libricini davanti, non accetto che tu, Bill Gates, mi crei dei problemi. No, perchè quando passo le mie giornate ad arrabattarmi per far funzionare le millecinquecento cose che potrebbero andare storte in un periodo tanto delicato della mia vita, NO, tu NON PUOI pensare di avere qualche dannatissimo peso.
Se riesco a sopravvivere alla mia catenina dorata con scritto KA che cerca di strangolarmi nel sonno, semplicemente non posso lasciarmi battere da un semplicissimo Sistema Operativo, vero?
Certo che no. Perchè ci sono problemi più grossi e cose più intelligenti da fare con il cosiddetto 'tempo libero'. E a che mi serve un computer se devo passare metà del mio tempo a cercare disperatamente di farlo funzionare? (Spesso minacciando il sistema, oltretutto)
Bene. Mi serviva semplicemente uno sfogo.
E per la cronaca, questa è la risposta a qualsiasi cosa cerchi di distrarmi nei prossimi...facciamo cinque mesi. Un quarto d'ora di attenzione per risolvere il problema in modo civile. In alternativa c'è l'espianto. Chiaro, no?

lunedì 4 aprile 2011

Flash

"La pelle che finalmente si scalda al calore del sole, nell'aria primaverile, quasi estiva di Roma.
Le voci degli amici di sempre intorno, nel nostro luogo, che mi impediscono di smettere di sorridere beata.
E il tuo tocco sulla pelle, il tuo odore familiare, l'abbraccio sicuro a cui appartengo.
Tutto questo si dilata nel tempo, un momento lungo ore, una fotografia indelebile percepita dai cinque sensi. La meraviglia di ciò che è mio, che nessuno può portarmi via se non annichilendo il mio essere. E l'energia che ora sprigiono condivisa con coloro che la meritano, ora che non ho paura.
Incredibile come quel calore avvolgente di sole e sentimenti mi abbia catapultata di nuovo nel mondo. Poche ore stirate fino ad allungarsi in un giorno intero, un giorno caldo di risate e vita e storie raccontate insieme.
E poi riprendere d'improvviso consapevolezza e accorgersi del tempo reale, con un senso di stordimento e rammarico.
Poche ore e tanti cambiamenti. Poche ore e tanti sentimenti. Due, tre mondi che mi appartengono, divisi tra loro eppure coesistenti. Ora che sono integra non ho bisogno di dividermi per Viaggiare. Posso essere parte consapevole di tutti i mondi, posso essere me stessa sempre, in ogni momento. Forza e integrità. Completamente me.
E avere un'ancora, un punto fermo a cui tornare dopo ogni viaggio. Una casa sicura, costruita sulla roccia. Un nido per riposare le ali e nutrire il mio presente. Quello che voglio per me, che mi completa e mi accoglie. Questa è meraviglia. Tornare a casa dopo ogni viaggio, da Te.
Io Sono Tua."

mercoledì 23 marzo 2011

In via di pubblicazione

E' arrivato, forse, il momento di pensarci un attimo su. Ho cercato di farmi i mesi di prevendita con animo tranquillo, pensando: "Se riesco, bene, se non riesco, amen."
Adesso mi rendo conto che, in effetti, sono riuscita. Il che cambia un pò le carte in tavola.
Certo...alla fine dei conti non è cambiato assolutamente niente. Nel senso che continuo ad avere lo stupido lavoro del doposcuola, che mi frutta poco e mi tiene occupata il giusto. Continuo a studiare Erboristeria per un motivo che capisco sempre meno, visto che la gente comincia a non crederci più.
Però, di base, continuo a chiedermi se non ho davvero salito il primo gradino nella scala del successo. Cacchio, vuol dire che sarò davvero una scrittrice, come dicevo sin dalle scuole medie?
Sarebbe onestamente una figata...e sarei autorizzata a passare il tempo a scrivere senza che nessuno mi dica: "Oh, mica stai scrivendo il libro della tua vita!!!" Ah, no?
Beh, che dire. Non sarei arrivata dove sono senza l'aiuto di un sacco di amici e parenti (e varie sfumature tra le due cose). D'altronde non sarei nemmeno quella che sono senza l'aiuto di amici e parenti, probabilmente.
Mi sfuggirebbe un sospirone se non avessi davanti un bilancio decisamente positivo, e mi verrebbe la battuta tipica: "Quindi è colpa vostra!".
Ma lo sanno tutti che è sempre colpa di Stefy, quindi non ne parliamo più!
Stavamo dicendo? Ah si! Essere una Scrittrice. Wow...l'ho detto. Sarò una Scrittrice, ragazzi! Immaginatemi tra giusto un paio d'anni con i capelli ancora più lunghi legati in una lunga e abbondante treccia ordinata e perfetta, con il solito dolcevita, jeans a campana e stivali, a sorridere da un tavolo con un microfono davanti spiegando qualche tema allucinante che sembra perfettamente sensato quando lo dico io (un pò come la "Teoria del Giusto Caos", insomma...). Immaginate il mio viso su qualche pubblicità in qualche giornale locale o locandina dentro le librerie? Non sarebbe una figata?
Mi viene da sorridere, a pensarci. Anche perchè ora come ora...non è un sogno! Dannazione, non è una delle mie fantasticherie...lo so che ci sono centinaia di giovani e meno giovani che cominciano così, dall'autopubblicazione...e che la strada verso la Fama è lunga e lastricata di pietre prez...ehm...no, quella era per la Torre della Moneta, sbaglio mio.
Insomma...adesso, detto senza modestie o false tali. Ho qualche chance di diventare davvero quello che voglio essere...e quello che forse sono destinata ad essere. Ed è una meraviglia...per la prima volta posso essere discretamente rilassata sul mio futuro!
Mah...chissà se sfonderò davvero, da questo punto in avanti! Voi continuate a fare il tifo...che io ci sto credendo davvero!
Grazie a tutti voi che continuate a leggermi!

martedì 25 gennaio 2011

Come uno è

Non capisco. Seriamente.
Sono una giovane cristiana, ok? Certo, ho dei modi di fare un pò strambi, pur essendolo, però fondamentalmente ho accettato i precetti di Gesù Cristo e ho cambiato la mia vita. "Ama il prossimo tuo come te stesso." è una legge che non solo pratico, ma che insegno. A tutti, eh, mica solo a catechismo. Certo, poi ho i miei limiti umani e non sopporto chi mi mette i bastoni tra le ruote, mi prende in giro o vuole mettermi i piedi in testa. Ma mai nella vita ho fatto volontariamente male a qualcuno.
Ora. Ho una coscienza di fede profonda e bellissima. Promuovo l'armonia tra le genti, tra le religioni e tra gli esseri umani. Sono una persona aperta che ha amici di tutti i credo possibili e immaginabili.
Perchè devo sentirmi dire 'lasciati tutto alle spalle'? Chiunque tu sia, in qualunque cosa tu creda, IO sono una persona adulta e cosciente. Non sono onnisciente, e sicuramente manco di molte cose a livello teorico. Infatti non mi stanco mai di chiedere e imparare.
Forse è questo che non mi ha mai permesso di avere una guida. Io una guida penso di averla sempre avuta. E un pò più in alto di quanto potrebbe esserlo una persona qualsiasi, per quanto in buona fede.
Quello che non mi spiego è perchè questa arroganza. Non la accetto e non la concepisco.
IO CREDO. Nell'uguaglianza, in una sapienza che si manifesta dall'alto, in un principio di umiltà che accomuna tutti gli uomini, dal più piccolo al più grande.
Dov'è l'umiltà in questo mondo? Dov'è quel cammino che si percorre insieme sotto la guida dello stesso Dio, comunque lo si voglia appellare?
Dov'è questa apertura mentale che tanti non-cristiani professano?
Odio profondamente la Superbia che regna di questi tempi. Con tutto il cuore. E, ho la fortuna di sperare, la odierei anche se non fossi cristiana.

giovedì 19 agosto 2010

Ritorno alla (ir)realtà

Detto…fatto.
Finalmente c’è la licenza Creative Commons sul blog: la vedete tutti?
Chi pensa che dovrei cominciare a scrivere cose sensate?
Chi pensa che posso continuare a blaterare di cose futili?
Chi pensa che non gliene frega proprio niente?
Chi si è stufato del gioco?

Bene.
Dopo questa citazione colta vi dedico un lampo di chiarezza avuto al rientro dalle ‘vacanze’.
Ero in treno, ancora mezza addormentata ma stranamente fresca. Me ne stavo nell’angolino, buona buona, con la mia borsetta di cuoio e la borsetta nera con Jack Skeletron, il mio innocuo portapranzo (con dentro il bento giallo con l’Happy Rabbit comprato al Romics dell’anno scorso). Me ne stavo lì a riflettere sul mio essere lì e somigliare a una qualsiasi segretaria di una qualsiasi città del mondo, solo che non era proprio così, perché in fondo io sono sempre Stefy e stavo appunto pensando che quello non era proprio il mio posto. Questi contorti pensieri metanarrativi, di prima mattina sono normalissimi. Ma non è questo il punto. Nonostante fosse il mio primo ufficiale rientro dalle ferie, mi sembrava di aver già vissuto la scena decine di volte. Infatti poi mi sono accorta di pensare qualcosa di simile a ‘cose nuove…’ e mi sono ricordata: stessa situazione del rientro a scuola. Stessa situazione di alienazione e insofferenza, stessa voglia di cambiare qualcosa, anche la minima cosa, per la disperazione della monotonia. Ve lo ricordate perché ci piaceva tanto il diario nuovo all’inizio dell’anno scolastico, meglio ancora se accompagnato da un bell’astuccio dai colori sgargianti e uno zaino nuovo di zecca? Per cambiare! Per illuderci di ricominciare qualcosa diverso, e non sempre nella stessa scuola, con gli stessi compagni di classe, di banco, di tutto!
E il mondo degli adulti – ho recentemente scoperto – è lo stesso! Mettere qualcosa di particolare nel bento, indossare una maglia nuova…cavolo, anche avere una penna nuova aiuta a fingere che non stiamo facendo tutti i giorni la stessa cosa.
Altro che The Matrix…il concetto di ‘struttura’ è radicato in noi molto più di quanto immaginiamo. La routine, la banalità, il grigiume degli uffici…annullano i neuroni della gente! Poi si chiedono perché nessuno va nei musei, perché la cultura sta morendo…non c’è più verso di pensare a cose nuove, brillanti, gioiose.
Il mio esempio? Mi alzo la mattina più o meno sempre alla stessa ora. Prendo più o meno sempre lo stesso autobus, la coincidenza con lo stesso treno, compro un cornetto nel solito bar e lo mangio per strada. Poi cammino fino in ufficio, apro la porta, poso il pranzo nel frigo, apro la finestra piccola, accendo il server, apro la finestra grande, accendo il mio pc e controllo la segreteria. Quindi mi siedo e faccio colazione. E questo solo nelle prime due ore e mezza della mia giornata: due ore e mezza che si ripetono sempre uguali! E’ totalmente folle!
Avere una routine è comodo, innegabile…soprattutto per una come me, che dimentica qualsiasi cosa le sfugga dalla vista per più di venti secondi. Però a forza di pensare “Chiavi, cellulare, altro cellulare, portafogli, portaspicci, chiavi studio, blocco appunti, penna usb, occhiali, fazzoletti…” almeno due volte al giorno, per assicurarmi di aver ricordato tutto…impazzisco!

In sostanza: perché ‘irreale’ il ritorno a lavoro?
Facile: come essere in un mondo a parte (e io me ne intendo), che non dipende assolutamente da te, non ti arricchisce se non in senso monetario, potrebbe andare avanti senza di te ed è totalmente identico a se stesso nella ripetizione quotidiana, settimanale, mensile, annuale…semplicemente irreale.

Al più presto qualche racconto o poesia,
Giurin giurello!

martedì 10 agosto 2010

S. Lorenzo

"Stai brillando!"
"Certo! Sono una stella! E cos'è che fanno le stelle? Brillano!"

Quando ero piccola ricordo che si diceva che quando la notte di S. Lorenzo vedi una stella cadente devi essere abbastanza veloce da pronunciare tre volte il tuo desiderio prima che la stella si spenga, e solo allora si avvererà.
Sono stata una bambina piena di sogni e desideri, che vedeva il volto del ragazzino che le piaceva nelle nuvole di giorno e che ripeteva tre volte il nome nella testa mentre guardava le stelle cadenti.
Triste a dirsi, ma non ha funzionato.

L'esperienza, però, mi ha insegnato a guardarmi attorno con più attenzione. Magari il vecchio detto si riferiva a qualcos'altro che non alle stelle del cielo, piccoli frammenti di ghiaccio e detriti che prendono fuoco nell'atmosfera terrestre.
Quante volte ho fatto sorridere qualcuno? Quante volte ho teso una mano? Quante volte io stessa ho aiutato un'altra persona ad esaudire il più insignificante dei desideri? E quante volte ho provato gratitudine per qualche fortunata stella che mi toglieva dai guai?
Cavolo, allora le 'stelle cadenti' lassù, che passano una volta l'anno, non devono essere le uniche capaci di esaudire i desideri!
Una volta, presa da una vena poetica che sapeva di misticismo ho scritto in un sito "Noi siamo piccole stelle che brillano di luce propria.". Da quel giorno ho scoperto che è proprio così. Umanamente e cristianamente, è una metafora perfetta. Noi, con la nostra presenza, con il nostro amore, possiamo illuminare le notti più buie, possiamo essere guide per chi ci sta intorno e possiamo aiutare ad esaudire piccoli desideri di ogni giorno. Non una volta l'anno, ma tutti i giorni possiamo sorprendere gli altri con un poco di gentilezza, con un sorriso in più.
Allora a cosa serve la notte di S. Lorenzo?

Facile: ci serve ad alzare lo sguardo verso il cielo, a guardare milioni di stelle che sono lì per noi e pensare a tutte le persone che da noi aspettano un gesto, una piccola meraviglia, un sorriso, e che in questo momento sono sotto lo stesso cielo, a guardare le stesse stelle sussurrando un nome, con una segreta speranza e una goccia di meraviglia negli occhi.
La notte di S. Lorenzo ci ricorda che siamo tutti sotto lo stesso cielo e che tutto è possibile, basta desiderarlo intensamente e volerlo giorno e notte.
La notte di S. Lorenzo ci ricorda che c'è un cielo oltre lo smog, che c'è gente che sogna ancora e che una stella disposta ad ascoltarci, prima o poi la troviamo tutti.
La notte di S. Lorenzo ci ricorda che alla gente serve guardare il cielo, almeno una volta l'anno, e chiedersi cos'è che desidera veramente.

Felice S. Lorenzo a tutti, da una stellina che fa quel che può.